Tu vedi più lontano di me…

L’estate sicuramente è la stagione del riposo, delle serate in compagnia, del divertimento, del caldo (purtroppo!) e delle vacanze. Tutti noi non vediamo l’ora che arrivi agosto per poterci prendere una pausa dalla ruotine del lavoro e per poter fare cose che non siamo riusciti a fare prima. Eppure agosto è anche il mese dei progetti e dei propositi sul futuro: uno classico è quello di voler iniziare la dieta a settembre! Ma ci possono essere altri propositi che potrebbero trasformarsi in incubi: le previsioni a breve termine del nostro futuro! Non so se a te sia mai capitato ma io spesso mi fermo a riflettere su cosa dovrò fare a settembre, su quali strade dovrò scegliere, su cosa sia più giusto per me, chiedendo costantemente a Dio conferma della bontà delle mie scelte. Ragiono come se una decisione piccola presa oggi possa avere un impatto decisivo sul mio futuro tra 2/3 mesi. Iniziamo a guardare al futuro come una cosa talmente vicina da dimenticarci dell’oggi ma altrettanto lontana al punto da camminare sul filo del rasoio, in un’inquietudine perenne tra chi sono adesso e chi sarò domani.

Può capitare, è normale che desideriamo poter avere un controllo sugli eventi della nostra vita e sarebbe da sprovveduti vivere senza un piano, un’idea o qualche obiettivo. Però il confine è sottile tra ragione e stoltezza. L’altro giorno ripensavo alla Divina Commedia, in modo particolare al Canto XX dell’Inferno nel quale Dante racconta del suo arrivo nel 4° cerchio dell’ottava Bolgia in cui sono puniti gli indovini. La pena inferta a costoro è chiara e allo stesso tempo incredibile: come in vita gli indovini cercarono costantemente di prevedere il futuro, spingendosi oltre le possibilità umane e cercando di raggiungere poteri divini, così per contrappasso sono costretti a camminare con lo sguardo rivolto costantemente alle loro spalle mentre piangono senza possibilità di consolazione. Bene, dietro l’immaginario dantesco, c’è un mondo che, sebbene superficialmente non sembra riguardarci, in realtà continua a parlarci. Ovviamente non è indovino chi cerca di capire cosa accadrà nel suo futuro, soprattutto di questi tempi, ponendosi domande del tipo: troverò il lavoro che tanto desidero? Questa situazione che mi toglie la pace finalmente si risolverà? Incontrerò finalmente l’uomo o la donna della mia vita? Domande giuste e belle. È indovino chi cerca di andare oltre le proprie possibilità, iniziando a dire cosa sia più giusto per la sua vita con un’arroganza tale da avere sempre la testa tra le nuvole del futuro e dimenticandosi di vivere e apprezzare il presente. 

Io, fino ad un anno fa, pensavo di sapere esattamente cosa volessi per il mio futuro: proprio di questi tempi, stavo organizzando nei minimi dettagli il mio piano di vita che sarebbe partito a settembre. Nella mia testa tutto aveva senso, era perfetto, calcolato senza possibilità d’errore. Ma, per fare questo, senza rendermene conto, non stavo dando il giusto peso al presente, alle persone che mi stavano accanto, alle cose che richiedevano tutto me stesso quando in realtà le affrontavo forse con superficialità. Vuoi sapere cos’è successo? Sono partito carico dei miei obiettivi ma quel futuro così perfetto sulla carta in realtà non si era rivelato giusto per me. Sono tornato indietro e, piano piano, ho capito che non potevo prendere il posto di Dio: senza volerlo, forse con arroganza, ho pensato che dovesse essere Dio ad adattarsi ai miei progetti. La più grande lezione paterna che ho ricevuto da Dio è che, se avessi iniziato a mettere Lui davanti, avrei fatto molta meno fatica perché sarebbe stato Lui stesso ad aprire quelle porte che io a mala pena riuscivo a spostare. Praticamente mi sono ritrovato con un orizzonte davanti diverso da quello che m’aspettavo. Ma sai una cosa? È stato più bello di quanto potessi immaginare! Non appena mi sono sentito cieco, ho visto tutti i piccoli prodigi che Dio ha operato nella vita mia e di quelli che erano accanto a me, tutte quelle avventure che mi hanno arricchito. Ho avuto il dono di poter crescere nell’amicizia, di essere più disponibile al servizio. Ho conosciuto persone che hanno lasciato un segno in me. Tutto questo è stato possibile non appena mi sono arreso a Cristo chiedendogli di prendere le redini e di darmi la forza di vivere il presente. Perché, come dice il film “Kung Fu Panda”, il presente si chiama così essendo un dono che riceviamo.

Dopo un anno, tornando in un posto a me caro, ho visto come la mia vita ha preso una piega inaspettata, diversa, che all’inizio ho fatto fatica ad accettare ma che adesso sento che mi abbia salvato! Ho capito che, a furia di guardare troppo avanti, si rischia di diventare come gli indovini nell’Inferno di Dante ovvero persone che rimpiangono amaramente il passato per esserselo fatto sfuggire così facilmente. Ho capito la gioia irripetibile dei piccoli momenti. Ho capito che, se metti Cristo al centro, accadranno cose ben più belle delle tue aspettative. Per questo, in vista del periodo di vacanze, t’invito a vivere a pieno ogni singolo momento e a chiedere a Gesù la forza e la costanza di concentrarti sul presente, dando tutto te stesso oggi. Affida il tuo futuro, condividi in preghiera quali siano i tuoi desideri, i tuoi progetti ma anche le tue preoccupazioni ed incertezze. Poi lascia fare a Lui. Te lo posso assicurare: prima o poi, quando sarai davvero pronto, riceverai cose che nemmeno immagini. 

Emanuele Di Nardo

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