È stabile la Croce mentre il mondo si muove

Stat Crux dum volvitur orbis (“È stabile la Croce mentre il mondo si muove”). Questo è il motto dei Certosini, ordine monastico fondato nel 1084 da san Bruno e che prende nome dal Massiccio della Certosa nelle Alpi francesi dove lo stesso Bruno, insieme ad altri sei compagni, cercò la solitudine per vivere la vita contemplativa. Infatti la scelta di vita certosina si raggiunge attraverso una piccola comunità (la famiglia certosina) nella quale vivere una silenziosa contemplazione di Dio. Ma cosa c’entriamo noi, uomini e donne immersi nel mondo fino al collo, con dei monaci che si ritirano in luoghi deserti fino alla morte? Effettivamente nulla eppure il motto certosino ha da insegnarci molto.

Fermati un attimo, anche solo per cinque minuti e fai mente locale sulla settimana appena trascorsa. Ricorda tutto quello che hai fatto, le persone con le quali hai chiacchierato, i progetti che sono emersi e le difficoltà che hai affrontato. Non è per niente facile fermarsi a valutare il tuo tempo trascorso, non lo è per l’ultima settimana figuriamoci per una vita intera. La tentazione più classica è quella di pensare di non avere tempo perché sei proiettato già a quello che devi fare a partire da oggi, della serie “il passato è passato”. Così facendo si rischia di perdere quanto di buono vissuto per lasciar spazio solo alla frustrazione delle cose da realizzare. Se ti capita questo, non sentirti in errore o giudicato: è normale, è umano. Invece i certosini hanno capito quale sia il segreto della loro vita: “È stabile la Croce mentre il mondo si muove”. Il segreto non è semplicemente ritirarsi dalla vita mondana perché basterebbe andare a vivere in qualche paesino di pochi abitanti, casomai immerso nella natura nella quale trascorrere gran parte della giornata. La montagna soprattutto aiuta a uscire da se stessi ma non è sufficiente per non essere inghiottiti dal vortice di pensieri e caos del mondo. I certosini vanno alla radice e trovare il senso di tutto nella Croce.

Ricordo che, qualche anno fa, trascorrevo il sabato sera in compagnia di amici prima cenando e poi andando a ballare in qualche discoteca fino alle 7 del mattino. Inutile dire che fosse bellissimo stare in mezzo a tanti ragazzi. Eppure la domenica mattina volevo solo silenzio e pace e soprattutto un letto nel quale dormire. Oggi esco la mattina e subito sono sommerso da mille cose da fare, persone da visitare, libri da studiare. Forse sembra meno piacevole rispetto ad una serata goliardica ma cambia la mia prospettiva: prima attendevo il sabato per movimentare la mia vita monotona, ora cerco la luce vera nel caos dei mille impegni. Non riesco ad iniziare la giornata se prima non sto un po’ in preghiera davanti al crocifisso che ho in camera. Sostare con Gesù, iniziare un nuovo giorno chiedendogli di essere suo strumento in tutte le situazioni che vivrò, pregare affinché possa fare la sua volontà in tutto e ripetere ogni giorno la stessa cosa… questo è il vero tesoro. Oggi sono qui, domani forse sarò altrove. Oggi vivo in casa dei miei genitori, domani andrò a vivere da solo, oggi pranzo con un mio amico, domani forse ci troveremo a lavorare in città diverse, oggi posso fare qualcosa di buono per il mio collega di lavoro, forse domani potrebbe essere tardi. Tutto cambia, fa parte della nostra natura umana, ma solo una cosa resta: Gesù Cristo.

Mettere Gesù al centro della propria vita significa prendere la croce che, come una bussola, ogni giorno ci indica la strada da seguire. Può sembrare strano, quasi astratto, il mio discorso ma ti condivido che invece sia molto concreto. Sapere che non vivo per me stesso ma per Cristo cambia la mia prospettiva sulle cose da fare. Avere la certezza che quello che faccio sia solo una tappa intermedia di un cammino più lungo mi dà pace. Sperimentare un certo distacco dalle cose materiali mi apre il cuore alla ricchezza che può arrivare dai posti più impensabili. In questi ultimi tempi forse ci sentiamo sopraffare da uno tsunami di notizie scure sull’andamento della pandemia, sul rincaro delle bollette, sul futuro che diventa quasi una cosa da fuggire più che da sognare. Il mondo di oggi è completamente diverso da quello di ieri. Tutto sta cambiando, i ragazzi evitano di stare insieme perché si sono creati un ecosistema perfetto nel cyber-spazio, gli adulti si sono chiusi in casa per paura di stare male, gli anziani lentamente si spengono costretti a non poter condividere la loro saggezza con noi. Tutto cambia e non sempre in meglio. Invece Gesù resta.

Il mio consiglio è questo: domani mattina, prima di uscire di casa, prenditi 10 minuti e rimani in preghiera davanti a un crocifisso. Condividi a Gesù semplicemente la tua agenda, le cose che devi fare. Affida i tuoi impegni, uno per uno chiedendo per ciascuno di essi l’aiuto di Dio. Poi esci e affronta la tua giornata. Un gesto concreto può essere quello di portare con te un rosario o, comunque, una piccola croce in tasca e ogni tanto prenderla in mano chiedendo a Gesù il suo sostegno. Facendo così, senza andare in una certosa, anche tu gusterai la presenza viva di Dio nel tuo giorno!

Emanuele Di Nardo

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