L’audacia di santa Chiara: come affrontare una scelta!

Ti è mai capitato di avere un pensiero fisso nella mente, una decisione importante da prendere la quale però ti tiene bloccato perché effettivamente non sai cosa fare? Ti sei mai trovato nella condizione che, passeggiando o parlando con una persona, attraverso le “sue” parole, hai avuto chiarezza e trovato la soluzione al tuo problema? A me è capitato la settimana scorsa! Sono stato un paio di giorni in Umbria con alcuni amici e abbiamo deciso di percorrere tutti i luoghi della spiritualità di san Francesco d’Assisi, per chiudere l’anno accademico. Inutile dire che, ogni volta che arrivo ad Assisi, ho il desiderio di non voler andare più via: sarà il clima che si respira, sarà la campagna umbra che ti eleva e ti concilia col mondo, sarà l’idea del pellegrinaggio, fatto sta che però questa volta portavo un peso nel cuore, una decisione da prendere che mi stava togliendo un po’ la pace. Ma la risposta era dietro l’angolo. Per la prima volta sono stato all’Eremo delle Carceri, un luogo distante poche centinaia di metri da Assisi, dove i primi francescani si ritiravano in Quaresima per gli esercizi spirituali e per un sano distacco dal mondo. Un posto che vale la pena di visitare! 

Dopo una buona oretta di camminata silenziosa, nel momento in cui stavamo andando via, ecco che arriva un gruppo di ragazzi e ragazze, sicuramente delle superiori, guidato da un frate francescano che li fa sedere sugli scalini raccontandogli la storia dell’Eremo prima di entrarvi. Avevo un po’ d’anticipo sui miei compagni e, quindi, accostandomi, mi sono sentito di mettermi in ascolto del frate. Stava parlando di san Francesco ma, soprattutto, di santa Chiara e dei loro sogni. La guida chiese ai ragazzi: “Voi avete dei sogni nel cassetto, qualcosa che vi entusiasma?”. Tutti annuirono, vedendo nei loro occhi il bagliore di una vita che sta appena sbocciando. Il frate prosegue: “Benissimo ma avete voglia di andare nel profondo dei vostri progetti, di non restare solo sulla superficie? Volete fare come Francesco e Chiara che hanno vissuto una vita piena, rispondendo con generosità e profondità alla loro chiamata? Non pensate alla loro santità come a qualcosa di pesante, triste, imposto dall’Alto ma come ad un sogno talmente bello da non poter essere nemmeno descritto. Chiara e Francesco hanno messo in gioco la propria vita per un desiderio bellissimo, un qualcosa che non poteva essere trattenuto nel loro cuore. Anche voi, vivete appieno, non abbiate paura, siate felici!”.

Rimasi colpito dall’ardore di questo discorso e dalla reazione quasi commovente di molti di quei giovani ragazzi, forse chiamati alle prime scelte importanti della loro vita. Andai via in religioso silenzio ma, nel frattempo, quelle parole stavano scavando il mio animo, stavano sgretolando quelle barriere che avevano ingabbiato il mio cuore negli ultimi tempi. Sentivo di voler approfondire la storia di santa Chiara e, per farlo, decisi d’andare nella sua chiesa e visitare la sua cripta. Ammetto di aver visto Chiara sempre all’ombra di Francesco ma mi sbagliavo di grosso: una donna bella e ricca, dotata di tante virtù e piena di pretendenti, la quale s’innamora di Cristo vedendo l’esempio umile di Francesco. Al punto che, nella notte della Domenica delle Palme, su suggerimento di Francesco, dopo aver partecipato alla messa, fugge di casa e si reca alla Porziuncola dove viene accolta dai frati. La famiglia, evidentemente in disaccordo, subito giunge sul posto per dissuaderla anche con la forza anche perché, fuggendo senza dote, non poteva aspirare a diventare una monaca di prestigio in qualche convento. Chiara, forte e certa del suo “sogno”, resiste a tutte le avversità e inizia a vivere una vita nuova, che mai avrebbe immaginato fino a qualche anno prima. Eppure sapeva che non poteva fare altro che quello, come un vestito cucito su misura per lei. Ha rinunciato a tutto per “niente”, per qualcosa che nemmeno la sua famiglia vedeva ma che per lei era grandioso. Ha offerto tutto per rispondere con coraggio a quella voce che nel cuore le diceva di seguire Gesù con radicalità. Niente sarebbe stato come prima nella vita della Chiesa con i francescani e le clarisse. 

Tornato a casa, mi ritrovo a parlare con un’amica, Federica, con la quale spesso ci confrontiamo sulla fede e, durante un viaggio in macchina, mi dice: “Sono in un momento della mia vita nella quale Dio mi ha donato il distacco spirituale da ciò che mi circonda. Mi sento libera interiormente, non ho pesi. Sto bene. Non mi preoccupo del giudizio altrui ma voglio capire la mia strada”. Alle sue parole, ho ripensato a santa Chiara e a quello che avrà pensato forse nel lasciare tutto, in una società come quella dell’epoca nella quale la donna da sola poteva fare ben poco, scegliendo tra l’altro nemmeno una vita monastica in qualche parte tranquilla ma volendo vivere alla maniera di Francesco, in povertà e provvidenza. Chiara è l’esempio dell’abbandono: quando da piccoli ci gettavamo tra le braccia dei nostri genitori, prendevamo la rincorsa lanciandoci nell’aria e confidando nella loro presa forte che non c’avrebbe fatti cadere. Chiara ha fatto lo stesso con Dio: non importava il contesto, la reputazione, il giudizio altrui. Sapeva solo che non poteva non saltare verso di Lui, certa che non si sarebbe fatta male. Santa Chiara mi ha insegnato cosa voglia dire vivere una vita in pienezza, senza retorica o timore. Forse anche tu ti trovi in un momento particolare dove si sta aprendo un nuovo capitolo della tua vita e non sai che strada prendere. Forse gli amici o i parenti ti rendono difficile la scelta, forse non hai chiarezza. Ripensa alle parole di quel frate. Se hai un sogno che ti fa battere il cuore, vai nel profondo, aggrappati ad esso con tutte le tue forze. Gesù è con te. Ogni tanto si allontana da noi per permetterci di andare a cercarlo, di chiamarlo, di coinvolgerlo nel nostro quotidiano. Ascolta il tuo cuore, non avere paura. Con audacia e fiducia, la tua vita sboccerà in un modo incredibile. Basta solo chiudere gli occhi, aprire le braccia e gettarsi tra le braccia di Dio Padre. T’invito a rileggere la storia di santa Chiara in questi giorni d’estate e a prenderla come modello di vita! A me ha aiutato a prendere la rincorsa prima del salto…

Emanuele Di Nardo

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