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Il cammino della Risurrezione (pt. 4)

La domenica di Pasqua fu un giorno notevolmente destabilizzante per i discepoli: le donne che si erano recate al sepolcro non ritrovarono il corpo di Gesù (Lc 24, 1-12), a Maria di Magdala era apparso Gesù che ella aveva scambiato per il giardiniere (Gv 20), i due discepoli di Emmaus si erano ritrovati a camminare con Gesù riconoscendolo solo dopo, mentre spezzava il pane per loro (Lc 24, 13-35)…infine, la sera di quello stesso giorno, Gesù entrò nel luogo dove si trovavano i discepoli (Gv 20,19-23). 

Ci sono alcuni aspetti interessanti in questo evento.

  1. Gesù entrò a porte chiuse 

I discepoli, smarriti, delusi, addolorati per la morte del Maestro, per timore dei Giudei si erano riparati in luogo che sentivano casa chiudendo le porte e impedendo l’accesso agli estranei.

Questo però non fermò Gesù che ancora oggi non si lascia bloccare dalle nostre paure, dalle nostre mura di cinta. Con estrema delicatezza viene a cercarci in qualsiasi posto ci siamo nascosti per darci la possibilità di sperimentare la Risurrezione, la vittoria della Vita sulla morte, di qualsiasi tipo di morte si tratti.

Dopo la Pasqua non tutto torna uguale, i segni della Passione rimangono nel corpo di Gesù e nel numero dei discepoli - Giuda non c’è, i segni del fallimento umano sono ben visibili, ma sono stati vinti dalla Vita. Gesù non nasconde le ferite dell’amore, le ferite di chi ha scelto di restare fino alla fine, fino a morire per amore e non si scandalizza dello smarrimento dei suoi discepoli - che pure sarebbero dovuti essere preparati all’evento. Gesù si manifesta con delicatezza e coraggio per testimoniare che la Vita ha vinto e sempre vincerà, nonostante le cadute.

2. I doni di Gesù 

Gesù, come un ospite che non si presenta a mani vuote nella casa dei propri amici, fece tre grandi doni ai suoi discepoli.

Donò la pace. Il dono più prezioso e ricercato nel mondo di oggi, tempestato di guerre. Quanto più ci allontaniamo da Dio più perdiamo i doni che solo Lui può farci. La pace è uno di questi. 

Il male può donare tutto, può anche scimmiottare i doni di Dio, ma non può mai donare la pace perché solo Dio è il Signore della pace.

Alitò su di loro donando loro lo Spirito Santo.

Il gesto di alitare ha una connotazione molto intima: ricorda Dio quando alitò in Adamo ed Eva donando la vita a delle “statuette’’ di terra; ricorda l’intimità di due innamorati che con i volti ravvicinati si scambiano i respiri; ricorda la tenerezza dei genitori che si addormentano con i loro piccoli neonati percependo il loro respiro veloce. 

Donando lo Spirito Santo ai suoi discepoli, Gesù ha donato la presenza costante di Dio nelle loro vite, lasciando loro la missione di perdonare i peccati a chiunque avessero incontrato.

Manifestandosi ai suoi, Gesù donò loro la speranza della Risurrezione, nonostante ormai fosse rimasta solo cenere delle loro vite. 

Gesù tornò e torna ogni giorno nelle nostre vite per ricordarci che c’è sempre speranza, che la Vita ha vinto la morte, anche dopo ogni nostro singolo fallimento. Gesù viene a risollevarci dimostrandoci che non importa fallire, ma non restare abbattuti. Gesù viene a ricordarci che per trovare la felicità è necessario buttarsi, con il rischio di cadere e farsi male.

Che poi, cos’è questa felicità? 

Il sentirsi pienamente amati e amare. 

Potremo sbagliare tante volte, ma in quegli sbagli c’è tutto il mistero dell’amore di Dio che trasforma in meraviglia anche il peccato. 

Nei momenti di sconforto possiamo ricorrere all’obbedienza, uno degli strumenti più potenti che Dio ci ha donato per vincere la nostra fragilità. Se abbiamo qualcosa o qualcuno in cui credere fermamente troveremo forza motrice in quegli ideali, in quei valori, in quei principi che abbiamo sposato nella nostra vita…e l’obbedienza ci porterà a compiere progetti molto più grandi di quelli che potremo solo immaginare con la nostra mente.

Se poi crediamo in una Persona che è morta per la nostra salvezza solo per amore, potremo davvero costruire un mondo di pace e di gioia. Passo dopo passo.

Non farti rubare la gioia del Risorto, consegna tutti i tuoi fallimenti, il tuo smarrimento, la tua delusione a Dio e lasciati stupire dai prodigi che compirà!

Francesca Amico

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