Categories:

Gesù, il “M.A.S. grande”

Diego Armando Maradona, il River Plate (cioè, la prima squadra d’Argentina) ed un album dell’artista argentino Charly Garcia: sono tre entità a cui è stato dato il titolo di “mas grande”, cioè, “il più grande”. Tre entità, cioè, che si sono distinte per essere o essere state nella storia capaci di entrare nel mito, nella leggenda: tutte e tre hanno mosso popoli, hanno scosso i cuori, hanno influito molto sulle vite di milioni di persone. 

Oggi, però, vogliamo concentrarci non sul calcio o sulla musica (sebbene abbiano rilevanza nella vita di molti), ma su un personaggio o, meglio, su una persona, a cui credo che il titolo di “mas grande” vada dato senza timore di smentita, e cioè, Gesù. Certo, potrete dirmi, il tuo giudizio è influenzato dalla tua fede, Gesù è stato un personaggio storico importante ma per me non è il “più grande”. Obiezione comprensibile. Se rileggiamo il titolo, però, notiamo un particolare che poi tanto insignificante non è: il “MAS” ha dei puntini, è quindi un acronimo. Acronimo di cosa? Lo andiamo a scoprire.

Nella mia storia personale, per formazione familiare prima e per crescita personale poi, ho sempre dato a Gesù un posto importante nella mia vita, in maniera via via sempre crescente: l’ho sempre ritenuto una persona rilevante, che aveva qualcosa da dirmi e che poteva guidarmi.

Con il tempo, però, ed in particolare grazie al mio percorso di crescita spirituale ad opera di alcuni sacerdoti della Società San Giovanni1, ho scoperto che Lui non era solo una persona importante, come intuivo, non era “solo” Dio, ma era qualcosa in più, Qualcuno che voleva entrare con più profondità nella mia storia. Poteva, infatti, essere visto sotto tre aspetti diversi, tre profili che possiamo vedere nel Vangelo e che gli stessi apostoli hanno scoperto a poco a poco. Ed ecco che finalmente andiamo a sciogliere questo acronimo. Gesù, nel Vangelo come nella vita di tutti noi, si vuole rivelare come Maestro, Amico, Signore. M.A.S, appunto.

Molto più, quindi, che un Dio lontano, o qualcuno che ci vuole imporre una legge morale (spesso nel mondo contemporaneo Gesù è visto così): i maestri, gli amici, hanno un ruolo fondamentale nella nostra vita; spesso ricordiamo a vita degli insegnamenti ricevuti da piccoli o nella nostra adolescenza dai nostri insegnanti, che influiscono molto sul nostro sviluppo umano, e decisivo è anche il ruolo degli amici, che ci amano di un amore gratuito e grande2, un amore che spesso ci salva nei momenti difficili e che rende più belli i momenti felici.

Gesù si propone, quindi, così, come un maestro ed un amico, anzi, come il Maestro e l’Amico. “Maestro” perché noi tutti, che lo ammettiamo o no, abbiamo bisogno di imparare, sempre: abbiamo bisogno di imparare non delle nozioni o delle informazioni, ma abbiamo bisogno di imparare come vivere, come relazionarci con noi stessi, con gli altri e con Dio. Gesù si mette quindi accanto a noi con grande pazienza, come fa un insegnante con i suoi alunni, cominciando dall’ABC, dalle cose più piccole, per farci poi arrivare ad essere pienamente noi stessi, uomini e donne nuove, che conoscono la Via per il Cielo.

Il suo messaggio è degno di fede, è un messaggio affidabile, perché è il messaggio non di un maestro o di un santone qualsiasi, ma è il messaggio del Figlio di Dio. Ci possiamo fidare. Dobbiamo metterci alla Sua scuola con umiltà e lasciare che il Suo insegnamento entri in noi, mettendo anche, quando serve, in discussione il nostro modo di essere o di fare. Il maestro dice all’alunno quello che serve al suo bene superiore, e pazienza se a volte questo porta con sé della fatica e un’apparente sofferenza: lo scopo finale ed il bene che deriva da quell’insegnamento ripagherà qualsiasi fatica. 

Gesù però non rimane un insegnante distaccato, un pedagogo che timbra il cartellino, fa la sua lezione e se ne va: Gesù vuole essere di più, molto di più. Si propone come l’Amico, l’Amico vero.

Tutti noi abbiamo sperimentato la bellezza e la ricchezza dell’amicizia, in particolare di un’amicizia solida, un’amicizia che sfida il tempo o le distanze, un’amicizia che va ad essere un cardine della nostra vita. E tutto questo, e molto di più, vuole essere Gesù per noi.

Gesù è vicino a noi, ci ama di quell’amore sconfinato proprio degli amici: non ci vuole fare la lezioncina o la morale, ma desidera condividere con noi la nostra vita, le nostre difficoltà, le nostre gioie, e d’altra parte vuole donarci il Suo amore che dona gioia, che guarisce, che fa vivere.

Può sembrare assurdo, inconcepibile, ma è così: la seconda Persona della Trinità ci considera amici, se glielo permettiamo: è Lui stesso a dirlo nell’Ultima Cena, quando si congeda. Dice infatti: “Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi”3.

Ma Gesù non aspetta la fine del suo tempo sulla Terra per rivelare questo ai suoi amici, cioè i dodici apostoli: si è comportato da amico per tutti quei tre anni itineranti, non si è mai sottratto, non ha mai posto distacco. E questa amicizia, questa amicizia profonda, la desidera anche con ciascuno di noi.

Come diventare amici di Gesù? Stando con Lui, assumendo il suo modo di pensare ed i suoi atteggiamenti: “Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando”4.

Sappiamo bene che uno dei segni distintivi dell’amicizia è desiderare di trascorre del tempo insieme all’amico, e quindifare avventure insieme, parlare… Bene, con Gesù può avvenire lo stesso. E sarà Lui, se davvero intraprendiamo questa strada, a fare il resto: sarà Lui, se ci mettiamo la nostra buona disposizione d’animo, ad essere al tempo stesso Amico e Maestro, insegnandoci quello che possiamo fare per essere simili al progetto originario del Padre, per essere quindi figli.

Altra caratteristica dell’amicizia è anche assumere qualche tratto dell’altro: il modo di parlare, il modo di comportarsi, talvolta anche l’abbigliamento… Con Gesù avviene la stessa cosa: trascorrere del tempo con Lui ci trasmette, quasi per osmosi, i Suoi pensieri, le Sue parole, i Suoi atteggiamenti.

Già, ma come fare? Ti lascio alcuni consigli tratti da esperienze e pratiche che mi sono state molto utili e che, con gli anni, mi hanno permesso di entrare più in amicizia con Gesù:

- Leggere la Sua parola, il Vangelo: non per conoscere dei fatti storici, ma per capire il suo modo di pensare, di parlare, di comportarsi… Il Vangelo, che è parola divina, non è una semplice raccolta dei detti o delle parole di Gesù, ma è una parola viva, che può dire molto anche a me nel 2024. Se tutti i giorni leggerò per cinque o dieci minuti la Parola di Gesù, pian piano quella parola si farà strada in me, e mi cambierà nel profondo;

-Pregare, in particolare, con la visita al Santissimo Sacramento e con la Messa: è importante, per crescere in qualsiasi amicizia, cercare l’amico, trascorrere del tempo con lui. Con Gesù funziona allo stesso modo. E non c’è occasione migliore che trascorrere, quante più volte si può, del tempo con Lui, in preghiera, raccontando la nostra vita, le nostre gioie e i nostri dolori proprio come si farebbe conversando con un amico. Non servono formule particolari, non servono lunghe preghiere: serve un cuore aperto, sincero e fiducioso. Il resto lo farà Lui.

E facendo questo, si scoprirà che egli è anche il “Signore”: quante persone hanno cambiato vita e hanno riconosciuto in Gesù il Signore grazie alla preghiera e alla lettura del Vangelo! Non è accaduto solo ai santi che tutti conosciamo, ma accade oggi, ogni giorno, in tutto il mondo. Dio parla, e trova discepoli e amici anche oggi. E chi è amico per davvero è disposto a donare all’altro anche la vita: per questo chi lo incontra lo incorona Signore della propria vita, del proprio lavoro, del proprio matrimonio, del proprio tempo libero, di tutto. Perché quando si conosce la bellezza e la profondità della persona di Gesù di Nazareth si capisce di aver trovato tutto, di aver trovato la fonte che disseta ogni sete e che elimina ogni fame. Non è un’adesione per paura, tutt’altro: è l’atto di amore più grande, quello che porta all’adorazione, come avvenuto per l’apostolo Tommaso che, da incredulo, fa la professione di fede in Gesù risorto più bella che ci sia in tutto il Vangelo: “Mio Signore e mio Dio!”5.

Proviamo allora a vedere se Lui è veramente il “M.A.S. grande”, e cioè se per me può essere quindi davvero Maestro, Amico e Signore, oggi, qui, nella mia vita, nella mia realtà, nel 2024.

Come farlo? Tutto quello che dobbiamo fare è semplicemente aprire il nostro cuore, mettendoci alla sua scuola, dandogli la possibilità di diventare nostro amico. Se Lui è davvero grande, si manifesterà a noi, aprendoci orizzonti di luce meravigliosa.

Può essere il migliore investimento della nostra vita, ed è completamente gratuito. Esattamente come il vero amore e la vera amicizia. 

Francesco Simone

1 Una società di vita apostolica nata in Argentina, che opera in Italia, Stati Uniti ed Uruguay, oltre che nel paese d’origine.

2 Gli antichi greci avevano una considerazione altissima dell’amicizia, considerata la forma più alta e libera di amore. 

3 Gv 15,15.

4 Gv 15, 14.

5 Gv 20, 28.

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *