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Padre Pio, tra santi ed influencer

Sei in viaggio in autostrada, passi accanto ad un camion e scorgi il suo volto. Parli con una persona di fede e spesso senti dire “sono tanto devoto a questo santo”. Non è difficile capire di chi stiamo parlando, del santo di oggi: Padre Pio. 

Non è facile parlare di una vita tanto grande quanto umile. San Pio è certamente uno dei santi più amati e venerati della chiesa cattolica. Se pensiamo a lui, subito ci vengono in mente le stimmate, o ancora Casa Sollievo della Sofferenza. 

Ma quello che vogliamo chiederci oggi non è chi sia Padre Pio o che cosa abbia fatto o vissuto, ma perché Padre Pio è diventato un’icona così popolare nella cultura mondiale? 

Infondo, a ben guardare stiamo parlando di un fraticello francescano di un piccolo paese sul Gargano. Certo ha fondato un ospedale, avrebbe senso che solo coloro che, seppur tanti, sono stati curati li fossero loro devoti. Oppure i suoi compaesani, che avendolo conosciuto di persona potevano apprezzarlo maggiormente. 

Ma a ben pensare, non è poi una caratteristica dei santi, quella di aver diffuso la propria fama ben oltre i confini del loro territorio? Come possiamo spiegare questo fenomeno?

Se dovessimo pensare ai santi per come siamo abituati a concepirli oggi, il fenomeno che ci andrebbe più vicino è quello degli influencer, persone in grado di influenzare in modo rilevante le opinioni e gli atteggiamenti degli altri in ragione della sua reputazione e autorevolezza rispetto a determinate tematiche o aree di interesse. Se ci limitassimo a questa definizione, effettivamente potremmo pensare ai santi cristiani come influencer della fede, dei promoter delle campagne pubblicitarie di Dio. 

E quindi ci possiamo immaginare (senza voler essere blasfemi), un Padre Pio che fa l’unboxing del nuovo calice per la consacrazione, oppure un San Francesco di Sales con un canale youtube “Ovest Travel, viaggi ed evangelizzazione dall’India al Giappone”.  Certo, così potrebbe avere senso. Chi non vorrebbe viaggiare per il mondo zaino in spalla come ha fatto San Francesco di Sales? Ed ecco che Dio guadagna follower. 

Eppure, so che mentre leggevate queste ultime frasi, forse (spero), avrete un po’ riso, ma certamente avrete anche storto il naso (come sto facendo io), perché comunque, per quanto divertente, non è che suoni benissimo questa immagine. 

Dopotutto i santi non hanno fatto delle vite che tutti vorrebbero vivere. Padre Pio non viveva in un attico a Dubai ma nella cella di un monastero sul Gargano. Non vestiva firmato ma di sacco e non era nemmeno un tipo particolarmente socievole. Anzi, molti di coloro che si confessarono da lui lo ricordano anche abbastanza burbero nei modi. Quante volte, stando ai racconti, rifiutò per vari motivi, di dare l’assoluzione alle persone. Non parliamo di una vita particolarmente facile da vendere, giacché, penso, pochi di noi hanno il desiderio di vivere in totale povertà. Gli influencer, loro si che ci vendono una vita attrattiva. 

E proprio qui sta la differenza sostanziale: gli influencer vendono la bella vita, i santi vendono la vita di Cristo. 

Gli influencer vendono una vita in cui è tutto facile, tutto va bene, hai i lussi, hai la fama. In sostanza, vendono una vita fatta di piacere, una vita che il mondo ci propone essere la migliore, quella libera e senza dolore. 

Ma la vita che vendono i santi è un’altra: è una vita in cui il dolore c’è, come c’è stato nella vita di Padre Pio, è una vita in cui non sempre è tutto facile e a volte non sappiamo che pesi prendere, come quando prendeva piede il progetto di Casa Sollievo della Sofferenza. È una vita in cui tante volte siamo fraintesi, emarginati e perché no, anche perseguitati. Ma è anche quella stessa vita dove hai sempre la certezza di essere accompagnato nei momenti difficili, è la vita in cui sai che la libertà non viene dal fare tutto quello che vuoi, ma dall’avere un Padre che ti indica la scelta migliore per te, è una vita in cui puoi sperimentare legami di amore che vanno al di la del tempo e della distanza, è la vita di Cristo, l’unica vita piena.

Ed ecco perché seguiamo i santi: non per una promessa di salvezza o per una particolare attrattiva per la sofferenza, ma perché quando guardiamo i santi, guardiamo una vita che ha una pienezza che il nostro cuore sa non poter essere umana, ed è la pienezza che cerchiamo. 

Ma come facciamo ad ottenere quella pienezza di vita? E, seguendo l’esempio di San Pio, la risposta che sembra più appropriato è: vendi la vita di Cristo. Per farlo non c’è una ricetta o una formula segreta, c’è la scoperta anzitutto di essere amato molto più di quanto immagini di essere. Non si tratta di vivere nell’amore, ma nell’amore di Dio, che viene dalla conoscenza che non si può perdere se si è amati di un amore così. E tutto ciò che ti serve per ricevere quell’amore è chiederlo e un giorno alla volta, quell’amore prenderà sempre più piede nella tua vita. E quell’amore si diffonde ben oltre i confini del tuo paese o della tua regione, o persino della tua epoca e a distanza di anni e decenni ancora toccherà i cuori delle persone, proprio come è stato per Padre Pio. 

Allora sarà una vita ben spesa, perché, usando le parole di Cristo «In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi». (Mt 10, 29-31).

Antonio Facchino

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