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Sincero, appassionato, scaltro e orgoglioso, un uomo limpido, un leader cordiale. Queste le parole che scorrono da stanotte tra gli schermi di tutta Europa, dagli amici ai colleghi, dai politici ai leader che lo hanno conosciuto, ascoltato, affiancato. David Sassoli si è spento stanotte dopo una vita passata a servire il prossimo. 

Oggi è lui la notizia. 

Giornalista e conduttore televisivo prima, leader politico fino ad oggi, non si può dire che abbia vissuto nell’anonimato; eppure, Sassoli non ha mai catalizzato le attenzioni su di sé perché, come ogni eccellente giornalista sa bene, sotto i riflettori doveva esserci l’altro: i bisogni dell’uomo, le necessità della società, la voce dei cittadini europei, e per questo si è impegnato, ha parlato e ha lavorato. 

L’eredità che un uomo morigerato e appassionato come lui ci lascia è quella che una politica del bene, degli interessi del prossimo, esiste ed è viva, che è possibile, come lui, credere “nella politica nella sua accezione più nobile… …nell’impegno a favore delle persone più deboli e indifese, nella lotta contro ogni forma di ingiustizia e prevaricazione”.

Non è mai stato un credente in sordina, Sassoli, non solo quando, già da giovanissimo, appassionatamente si inseriva all’interno della tradizione del cristianesimo democratico, insieme ad altri giornalisti del calibro di Paolo Giuntella, nemmeno quando desiderava aprire le porte del Parlamento ai senzatetto in inverno, o quando parlava e pensava all’Europa in termini di casa comune, sulla scia di papa Francesco, tenendo sempre presenti i valori più alti e profondi che già i padri fondatori brandivano come vessillo negli anni in cui si spesero per la costruzione di un mondo migliore. “È difficile costruire la democrazia ma è anche facile perderla se non ce ne prendiamo cura”, aveva dichiarato di recente, “…e questa democrazia si fonda sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. Lo spirito che lo ha animato in tutti i cammini intrapresi è il segno di una vocazione fruttuosa, di una vita messa a servizio con umiltà, gioia sincera, dedizione, amore per la verità, attenzione ardente al prossimo.

Vogliamo scrivere di lui anche noi oggi per ricordare, insieme, i tanti uomini e donne che non vestono il saio, né abitano in monasteri o celebrano l’Eucaristia ma allo stesso modo sono chiamati a portare il profumo di Cristo nel mondo. Quelli che in gergo si chiamano “i laici”, che nella profondità del mistero della salvezza sono le mani, gli occhi, le gambe, la voce del corpo mistico di Cristo. 

Ebbene sì, perché non solo consacrate e prelati hanno un ruolo nella Chiesa, ma tutti noi, ognuno secondo la propria vocazione. Ogni tanto mi pongo la domanda chi sono io? Me lo ricordo? Di chi sono figlio… sto facendo qualcosa di luminoso, anche se piccolo, ma di buono, per qualcuno? Come accolgo le opportunità… come vivo le sconfitte, come amministro ciò che è in mio potere, nella posizione in cui sono?

Oggi magari sei un giovane scout che scrive per passione, domani potresti essere presidente del Parlamento Europeo! In ogni cosa che fai, grande o piccola che sia, ci sia sempre la ricerca di cose alte, la volontà di rivolgersi sempre al bene, la consapevolezza di essere strumento del Bene. Con una nota particolare! La nostra chiamata non è quella di essere fotocopie impeccabili di Cristo in terra: sarebbe troppo grande il peso, se ci fosse chiesta l’infallibilità! Siamo uomini che si impegnano, che camminano, che resistono, che desiderano. L’invito è quello di farci attraversare dalla Grazia e lasciare che Cristo conquisti il mondo. Ecco che il panorama delle scelte si presenta meno vasto si pensi poiché il bivio è dicotomico: scegliere una vita il cui centro sono IO o scegliere di vivere con al centro DIO. E tutto il resto si ordinerà di conseguenza. 

Ciao, David, e grazie, per averci lasciato il tuo esempio di uomo comune, semplice, ma appassionato, con i piedi ben saldi nel presente, attento e in ascolto di chi ti circonda, consapevole e abile nel puntare il riflettore sui diritti, le necessità, i valori.  Che il tuo operato, come quello di tanti uomini e donne, possa ispirare molti! A Dio!

Ilaria Di Giulio

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