I santi protettori d’Europa: la storia di Brigida di Svezia

Ogni lavoro, territorio, città, paese o nazione ne ha uno, uno al quale “votarsi” nei momenti di difficoltà, da cui prendere spunto per provare ad imitarne le virtù e da festeggiare allegramente nel “dì di festa”. Anche chi non crede, nei momenti più difficile, gli “chiede la grazia”. Stiamo parlando del “patrono”: questo termine, a cui noi cristiani aggiungiamo l’aggettivo “santo”, risale al mondo latino, in cui nei momenti di difficoltà una persona poteva rivolgersi al suo patronus, e aspettarsi da lui la risoluzione al problema, economico o giudiziario che fosse. Il termine patronusha in sé la radice del termine pater, e quindi possiamo dire che patrono possa dunque significare “padre” in senso lato, più precisamente “protettore”. Dai tempi dei romani molte cose sono cambiate e molti “protettori” si sono aggiunti, patroni che non si occupano solo di gestire le cose di questa terra, e quindi problemi economici, giudiziari o di altro genere, ma anche le cose del cielo, dal momento in cui i santi, i santi patroni appunto, sono chiamati dalla Scrittura i “familiari di Dio”, coloro che dunque possono intercedere molto per noi presso il Signore, dato che sono persone di famiglia. 

Anche l’Europa, intesa come continente più che come Unione Europea, ha dei suoi patroni, dei suoi protettori: sono ben sei, e sono stati tutti quanti insigniti di tale incarico in tempi molto recenti, anche se molti sono santi vissuti molti secoli fa. Il primo in ordine temporale fu San Benedetto da Norcia, patrono d’Europa per volere di San Paolo VI nel 1964; gli altri cinque furono voluti da San Giovanni Paolo II, che diede questo titolo a Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce e a Santa Brigida di Svezia tra il 1980 ed il 1999.

Benedetto,Cirillo e Metodio, Caterina, Teresa, Brigida… Tutti santi straordinari, tutti santi da cui trarre ispirazione, e che tutti noi possiamo invocare, in quanto europei.

Oggi vogliamo approfondire proprio la figura di Brigida, lei che viene ricordata ufficialmente dalla Chiesa il 23 luglio e, per questo, santa che possiamo sentire particolarmente vicina in questo mese. Lei condensò in sé molte vocazioni e tantissimi doni, che si manifestarono in entrambe le “parti” della sua vita. Già, perché Brigida ebbe due vite: una come sposa e madre di ben otto figli, e l’altra come religiosa ed in seguito fondatrice di un ordine. Brigida, che nacque nel 1303, accettò il matrimonio con un importante governatore del Regno di Svezia, e costruì con lui una “santa famiglia”, tutta dedita alla preghiera e al servizio dei più bisognosi, tanto che i due fondarono anche un piccolo ospedale. La vita di Brigida cambiò quando suo marito morì: rimasta sola, e meditando sempre più profondamente il mistero della passione di Gesù, cominciò ad avere delle straordinarie rivelazioni, che i suoi confessori raccolsero e diffusero; in queste rivelazioni è anche contenuto il numero dei colpi ricevuti da Gesù durante la passione, ben 5480 colpi di vario genere. Dalla volontà di onorare questi colpi e l’amore di Gesù per noi derivarono le “quindici orazioni” da ripetersi per un anno intero, al termine del quale colui che prega ha così onorato tutti i 5480 colpi ricevuti da Gesù. Ma Brigida, madre, sposa e poi mistica, non si fermò qui: fondò anche un ordine, quello del “Santissimo Salvatore”, che modellò secondo caratteristiche ben precise, che si rifacevano al numero degli apostoli, o al ruolo centrale della Badessa, che ricalcava in qualche modo la figura di Maria con gli apostoli. Rivolse numerosi inviti e scrisse numerose lettere al papa, ancora residente ad Avignone, per lasciare quella terra e tornare a Roma, sede di Pietro e dei suoi successori per volontà di Gesù; non si sottrasse al compito di evangelizzare il popolo e al compito di riprendere i cristiani “mondani” che allora, come in ogni epoca, stavano prendendo piede; ebbe anche il dono della profezia. Tentò di porre fine anche alla guerra dei Cent’anni, che vedeva coinvolte Francia ed Inghilterra, Fu, cioè, una donna di spessore, con carattere e virtù da vendere, che seppe spendersi sempre e comunque, in ogni situazione e stato di vita, per il suo Signore, non risparmiando nulla, neppure sacrifici, penitenze ed incomprensioni.  

Ha scritto di lei San Giovanni Paolo II, nella lettera che ne ha stabilito il patronato su tutta l’Europa: Indicandola come compatrona d’Europa, intendo far sì che la sentano vicina non soltanto coloro che hanno ricevuto la vocazione ad una vita di speciale consacrazione, ma anche coloro che sono chiamati alle ordinarie occupazioni della vita laicale nel mondo e soprattutto all’alta ed impegnativa vocazione di formare una famiglia cristiana. Brigida è dunque esempio per tutti coloro che, consacrati o sposati, vogliono fare di Cristo il centro della loro vita. Ed è anche una bella testimonianza per noi, uomini della modernità, sempre tentati di anteporre tante cose o persone a Cristo. Lei non antepose mai nulla a Gesù, ma visse sempre in comunione con altri (prima suo marito, poi le consorelle) il suo amore al suo Salvatore, agendo come fanno i girasoli, che all’unisono si volgono lì dove gira il sole, perché sanno che senza di esso non possono vivere. Brigida fu donna di preghiera, e l’intenzione di preghiera per l’unità dei cristiani è una delle più importanti che si possano rivolgere a lei: che la sua Svezia, terra nella quale il protestantesimo si diffuse dopo lo scisma di Lutero,che tutta l’Europa del Nord e che tutti i cristiani possano tornare “presso un solo ovile sotto un solo pastore” è lo scopo di vita delle Brigidine, le suore che appartengono all’ordine della santa svedese.

La vita di Santa Brigida ci può dunque far riflettere su molti aspetti: vivo al massimo la mia vocazione e missione, qualunque essa sia? Metto Cristo al centro, scegliendo lui sempre e comunque? Sono persona capace di creare comunione, o sono persona che divide, che mette zizzania? Noi probabilmente non saremo dichiarati patroni d’Europa, non parleremo mai con i papi o con i re, ma potremmo essere preghiera, servizio e comunione per coloro che ci sono vicini, a lavoro così come in famiglia. Forse non ce ne rendiamo conto, ma le nostre vite, se vissute in pienezza, possono essere raggi di sole nelle vite di chi ci è accanto, tracce di Gesù lasciate nella storia. La nostra vita, spesa nei più svariati ambiti, vale, e vale moltissimo. Chiediamo quindi a Santa Brigida, protettrice del nostro continente e quindi nostra patrona, che ci aiuti a raggiungere nuove vette di santità, dando tutto il nostro cuore, come ha fatto lei, all’unico Maestro, Amico, Re e Signore. 

Francesco Simone

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