In questi giorni, nel sud Italia, è arrivata un’ondata di fresco e pioggia, e con essa, una ventata di buon umore e pace in molti. Sembra paradossale, ma in un tempo dedicato alla pace come l’estate, caratterizzata dal caldo, i momenti di maggiore serenità li abbiamo quando l’aria rinfresca.
Difatti, sebbene si suppone che dovremmo essere più rilassati, in realtà l’estate tendiamo ad essere molto più irascibili, soprattutto per questioni di poco conto. Ma come mai? Dipende solo dall’afa o c’è qualcosa in più?
In realtà è un concorso di fattori, che va dall’esterno, ovvero dalle condizioni ambientali, a dentro di noi.
Partendo dalle condizioni ambientali, il caldo certo non aiuta. Fa troppo caldo durante il giorno per uscire, e questo ci porta a stare chiusi in casa il che a sua volta genera isolamento. Difatti, l’estate ci capita molto più spesso di passare intere giornate a casa davanti al condizionatore per avere un po di frescura. Ma questo ci porta anche a rimanere chiusi in quattro pareti con molto poco da fare.
E questo genera la noia, certo, e insieme ad essa l’accidia, di cui parlavamo nel precedente articolo.
Se ci pensiamo, inoltre, è anche frustrante essere annoiati d’estate, quel tempo che volevamo spendere facendo tante di quelle cose che non abbiamo potuto fare durante l’inverno. E la noia, a lungo andare, si trasforma in frustrazione, in nervosismo e irascibilità.
È la cosa più normale del mondo. Abbiamo voglia di fare, ma quelle energie, non spese, da qualche parte dovranno pur uscire, e di solito, restando bloccate, aumentano i sentimenti di aggressività.
C’è poi un altro fattore che inficia notevolmente il nostro stato d’animo, ovvero la necessità di pace. In un tempo in cui vogliamo impegnarci a rilassarci, qualunque fonte di stress non è contemplata e di conseguenza acquista una portata insormontabile rispetto al suo effettivo valore.
Per chi lavora è anche peggio. Siamo arrivati all’estate, vorremmo goderci un po’ di meritato riposo, ma rimaniamo bloccati in un lavoro che forse amiamo, ma da cui abbiamo bisogno di una pausa per riprenderci e questo genera ancora più insofferenza. Magari guardiamo fuori dalla finestra la città che vive, e noi siamo li davanti al nostro computer a sbrigare le ultime pratiche.
Un tempo di pace diventa così un tempo di sentimenti negativi, che sono molto difficili da togliere di dosso.
Che possiamo fare allora per mettere da parte questa negatività e vivere la pace delle nostre vite?
Anzitutto, aiuta razionalizzare ciò che ci sta facendo innervosire. Sei nervoso perché il bambino sotto casa fa chiasso mentre tu studi, o perché stai studiando per un esame quando vorresti essere fuori?
Sei nervoso perché il tuo fidanzato/a ha detto qualcosa che non ti è piaciuto, oppure perché sei stato/a tutta la giornata a non fare nulla?
Riconoscere le emozioni e ammetterne l’origine è un primo passo per affrontarle.
In secondo luogo, non arrenderti a queste emozioni. Forse sei nervoso perché avresti voluto passare la giornata in maniera diversa, ma non è andata come volevi. È normale innervosirsi per questo, ma come diciamo sempre, noi non siamo le nostre emozioni. Dopo averle riconosciute, puoi fare la scelta di assecondarle o prodigarti per agire in modo diverso. Forse sei nervoso perché stai lavorando anziché andare al mare. Ma innervosirti e vivere male la giornata la cambierà? No, ma puoi riconoscere i tuoi bisogni e assecondarli. Quel sentimento ti sta dicendo che oltre a lavorare hai bisogno di fare altro. Quindi asseconda il bisogno che ti sta suggerendo quel sentimento, non ciò che ti dice di fare.
Terzo, non vivere l’estate con la convinzione che sia un tempo di pace totale, al limite dell’imposizione. E’ certamente vero che hai bisogno di riposo, ma non vuol dire che il mondo debba fermarsi per lasciarci riposare. Le fonti di stress, purtroppo, non guardano le stagioni. Ma possiamo decidere se lasciar turbare la nostra pace dai sentimenti negativi e dalle difficoltà, oppure di rispondere a queste ultime con la pace che stiamo trovando.
In ultimo, sforzati di ringraziare. Forse non starai vivendo l’estate dei tuoi sogni o quella che ti eri prefissato. Forse stai facendo dei sacrifici per raggiungere una meta. Ma impara a ringraziare di tutto ciò che ti succede, perché quello è il primo passo verso la pace: riconoscere i doni che ci sono fatti.
Antonio Pio Facchino
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Grazie per i tuoi preziosi consigli ❤️