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Thanatos, Chronos, Eros

(Ispirato a Collateral Beauty di David Frankel)

«La cosa importante è cogliere la bellezza collaterale – diceva la signora seduta vicino a me – ma non capivo. L’aveva detto con una tale naturalezza. Nella stanza a fianco stavano staccando la spina a mia figlia. Lei lo sapeva, non lo diceva per imbarazzo o disperazione, lo diceva per sua esperienza. Quella era la bellezza collaterale […]. Scoppiavo a piangere perché erano lacrime che venivano da questo profondo collegamento che c’è con ogni cosa e capii che quella era la bellezza collaterale […]»[1].

Ma come si possono accostare la bellezza, la morte, il tempo e l’amore?

Sembrano realtà così distanti e in conflitto tra loro e invece sono unite da un profondo legame che le salda misteriosamente, per poi esplodere con inaudita potenza illuminando il mondo con il suo bagliore e facendo assaporare il nettare dell’esistenza.

È stata una scelta ardua e coraggiosa quella del regista David Frankel, che non solo ha accostato tali realtà, ma ha anche fedelmente rappresentato cosa voglia dire vivere un momento di disperazione. Vi ripropongo qui le parole magistralmente eloquenti di Morte, Tempo e Amore.

«Anche loro soffrono, i cani, soffrono per le perdite e capiscono la morte. 

Mi hai definito una tigre di carta, hai detto che sono patetica, una patetica impiegatuccia che non conclude affari. […] Non sono un’ impiegatuccia che non conclude affari, ho scelto io di non farlo. Io non ti dico come fare il tuo lavoro, quindi gradirei che anche tu non lo facessi. 

Molta gente scrive lettere all’Universo, ma tu hai ricevuto una visita personale. Non mi vedono finché non arriva la loro ora. Tranquillo, non è ancora la tua ora, ma volevo solo restituirti la lettera. […] La morte dà al tempo il suo valore».

La morte, che San Francesco d’Assisi definiva «sorella morte», dà valore al tempo ed è parte della vita stessa. 

Siamo di passaggio su questa Terra e non dobbiamo mai dimenticare che ogni singolo attimo è un dono unico e prezioso. Ogni giorno dovremmo fermarci 5-10 minuti per osservare la bellezza che ci circonda e che possiamo trovare ovunque: nel paesaggio, nel cielo, nella natura, nelle persone, in un libro, in un film…;  per ripensare a tutto ciò che di meraviglioso c’è nella nostra vita, nonostante i lati più oscuri; per riflettere sulla bellezza e la necessità della pace, non solo interiore ma anche nelle relazioni di ogni tipo.

E Tempo lo ribadisce chiaramente a Howard, il protagonista del film (e lo dice anche a noi, protagonisti ciascuno della propria vita): « [Tempo rilegge il contenuto della lettera indirizzatagli da Howard] ‘‘Tempo, dicono che tu guarisci tutte le ferite, ma non dicono che distruggi tutto il buono che c’è al mondo. Dicono che trasformi la bellezza in cenere’’.

Beh, è una cazzata Howard: se l’amore è creazione e la morte è distruzione, io sono il terreno nel mezzo. Nessuno conosce il tempo. Einstein ci è andato vicino dicendo che è un’illusione. 

Perché mi hai scritto? Perché hai bisogno di me. Vi piace brontolare, lamentarvi: ‘‘non c’è abbastanza tempo, la vita è breve, i primi capelli bianchi’’. 

Sai, un giorno è lungo un’eternità, io sono un’abbondanza, sono un prezioso dono, anche mentre sei qui a dire stronzate io ti faccio un dono e tu lo sprechi, per cosa? Cos’è questo? 

Sai, le lettere piene di rabbia dovrei scriverle io».

«Un giorno è un lungo un’eternità, io sono un’abbondanza, sono un prezioso dono» e Tempo lo sta dicendo proprio a te che leggi. 

Ti accorgi di che dono meraviglioso è svegliarsi ogni mattina? 

Ti accorgi di quante sorprese ti riserva ogni giorno? 

Inizi la giornata con lo stupore e l’attesa di scoprire cosa accadrà oggi? 

È qui e ora il momento per vivere pienamente. Non sappiamo per quanto tempo saremo ancora qui, ma non possiamo permetterci di arrivare al nostro ultimo giorno senza aver vissuto totalmente ogni singolo istante che ci è donato.

Ma per vivere pienamente ogni momento della nostra vita, non possiamo tagliare fuori un personaggio fondamentale: Amore.

Amore: «Ciao, scusami, mi dispiace tanto. […] Mi hai detto addio ma noi non possiamo scegliere chi amare e da chi possiamo essere amati. Io sono la trama della vita, sono in ogni persona, sei impotente davanti a me, se lo accetterai è probabile che tornerai a vivere».

[Al secondo incontro tra Amore e Howard]

Amore: «Ciao Howard»

Howard: «Vuoi piangere di nuovo?».

Amore: «Ma tu non sei mai triste?». 

Howard: «Sì, ma tu lo sei sempre».

Amore: «No, non è vero, sono anche felice, come inaspettata, imprevedibile, appassionata e affidabile, so anche essere affidabile. Lo so che non mi credi, ma devi fidarti di me».

Howard: «Io mi sono fidato di te, ma tu mi hai pugnalato alle spalle. Ti vedevo ogni giorno nei suoi occhi, ti riconoscevo nella sua voce, quando rideva e ti sentivo dentro di me quando mi chiamava per giocare e… tu! Tu mi hai tradito invece! Mi hai spezzato il cuore».

Amore: «Io sono in ogni cosa, nell’ oscurità e nella luce, nella tempesta e nel sereno. Sì, hai ragione, ero anche nella sua risata, ma come sono qui, adesso, nella tua disperazione.

Sono la ragione di ogni cosa, sono il solo e unico perché. Non cercare di vivere senza di me, ti prego».

Ci sarebbe tanto da dire, ma credo sia bello che ciascuno assimili queste parole, si lasci toccare nelle corde più profonde della propria anima, si ponga delle domande e inizi un viaggio alla scoperta delle risposte sul sé più profondo.

Buon viaggio allora! Vi lascio con questa frase:

«E se mai dovessi sbagliare che sia per aver rischiato e non per essere rimasto fermo dov’eri».

Francesca Amico


[1] D. FRANKEL, Collateral Beauty, 2016.

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