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Sulle spalle dei giganti – Tutti abbiamo bisogno di un Mentore

L’Odissea è sicuramente una delle opere letterarie più conosciute del mondo. Il viaggio dell’intrepido e sapiente Ulisse per tornare nella sua casa Itaca, dalla sua sposa Penelope e da suo figlio Telemaco. È un’opera intrisa della sapienza degli antichi greci, della loro conoscenza e della loro cultura ed è un’opera che può insegnarci moltissimo anche oggi. 

In particolare, assieme ai grandi personaggi che comunemente ci vengono alla mente, come Ulisse, Achille, Aiace, Telemaco, ce n’è uno che spesso è messo in secondo piano e che pochi conoscono: Mentore.

Non viene detto molto di Mentore nell’Odissea e di lui sappiamo solo essere l’uomo a cui Ulisse affida Telemaco prima di partire per la guerra di Troia. Uomo estremamente fedele ad Ulisse, che difenderà Telemaco, lo consiglierà, e si prenderà cura di lui in toto, fino alla morte. 

Da lui oggi definiamo qualcuno “un mentore” che, nel linguaggio comune, è diventato sinonimo di insegnante. Non è totalmente sbagliata questa definizione. Difatti era prassi comune nell’antica Grecia prima, e nell’antica Roma poi, affiancare ai giovani qualcuno che curasse la loro istruzione ed educazione e venivano definiti precettori (dal latino praeceptor), ovvero colui che prescrive, colui che ordina. 

Questa definizione, in realtà, non rende giustizia a questa figura. Perché infatti Mentore non era qualcuno che ordinava a Telemaco né qualcuno che lo istruiva, ma era un suo fido consigliere, una guida saggia e paterna. Non era un insegnante, ma qualcuno che si prendeva cura di Telemaco, consigliandolo e guidandolo. 

Oggi, purtroppo, siamo diventati tutto artefici del nostro destino e spesso rifiutiamo qualunque tipo di insegnamento con la pretesa di sapere già tutto. Eppure, non possiamo sperare di diventare bravi senza qualcuno che ci abbia insegnato e trasmetto le sue capacità, senza qualcuno che si sia preso cura di noi, in qualche modo donandoci sé stesso. Non possiamo condurre se prima noi stessi non abbiamo seguito. 

Quindi ti invito ora a pensare alla tua vita. Tu hai un mentore? Se la risposta è no, permettimi allora di farti un’altra domanda: lo stai cercando?

Cercare un mentore non vuol dire cercare qualcuno che ti faccia il lavaggio del cervello, ma semplicemente riconoscere in qualcuno una scintilla che vuoi avere, che vuoi imitare e metterti alla sua sequela. Se la persona in questione è un insegnante (in senso stretto), te ne accorgerai subito perché, oltre alla mera nozione teorica, vedrai che il frutto del tuo imparare sarà sterile. Ma se incontri qualcuno che è più grande di te, che ha passione, in cui vedi questa scintilla, non temere, mettiti alla sua sequela. E se non l’hai ancora incontrato cercalo, perché come diceva Isaac Newton: “Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti”. 

Leggendo di Mentore, è facile accostare questa figura da maestro a quella di Gesù, ma sarebbe altrettanto sbagliato. Il modo più facile per capirlo, forse, è metterci nei panni di Telemaco. 

Telemaco infatti rappresenta ognuno di noi, un ragazzo, un giovane uomo (o donna per noi) che cerca il modo per diventare come il padre, l’eroe di cui ha sempre sentito parlare che però non ha ancora incontrato. In tal senso, potremmo più facilmente accostare la figura di Gesù a quella di Ulisse, il maestro che vogliamo, come credenti, seguire e imitare, sempre vicino a noi anche se non lo vediamo, e sempre colui che vogliamo raggiungere e che costantemente attendiamo rivelarsi nella nostra vita. 

Mentore non è Ulisse, ma non è meno padre per Telemaco. Mentore è colui al quale Ulisse affida la cura di Telemaco, perché sa che è un uomo di virtù, un uomo capace di amare il figlio come lui lo ama, perché sa bene che Telemaco, per quanto sia regale nel sangue e a sua immagine, non potrà diventare chi è destinato ad essere senza qualcuno che lo guidi, lo accompagni nella sua strada e lo consigli.

Lo stesso vale per noi. Non possiamo realizzare pienamente noi stessi se prima non troviamo qualcuno che sia capace di guidarci, con la sua testimonianza e la sua vita, con la sua passione e la sua virtù.

Ti ripropongo allora la domanda che ti ho fatto prima. Tu hai un mentore?

Può essere un padre spirituale, una persona sul lavoro più grande di te di cui hai stima e che ti sembra un modello da imitare, può essere un tuo docente a scuola o chiunque sia in grado di guidarti a risplendere. 

Se non lo hai ancora trovato, chiedilo in preghiera, cercalo, perché solo se seguiamo possiamo guidare, e solo da amati possiamo brillare.

Antonio Pio Facchino 

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