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Epifania: luce e gioia nei nostri cuori

Oggi è una grande festa! Una festa di luce e di gioia. 

E’ il giorno in cui sconosciuti che si erano messi in cammino seguendo solo una stella, alla ricerca del Re dei Giudei, giungono alla loro ambita meta: Gesù.

I nostri protagonisti sono i famosi tre Re Magi, che probabilmente non erano né tre, né re…ma andiamo oltre. Ciò che stupisce è l’attrazione che un piccolo bimbo nato nella feccia della Giudea possa attrarre dei pagani, probabilmente astrologi, che scrutavano il Cielo alla ricerca di qualcosa di più grande.

Chi cerca trova, si direbbe. Ed è proprio così. 

I Magi sono la testimonianza che occorre mettersi alla ricerca, in cammino, anche senza certezze, per trovare quel motivo nella nostra vita che possa farci volare alto e vivere appieno.

La nostra vita può essere un aereo. 

I motori cominciano ad azionarsi delicatamente per poi cominciare a ruotare con più potenza. Cominciamo a prendere velocità, gli edifici sono schegge che fuggono velocissime, il rumore dei motori è sempre più intenso, la forza ci schiaccia al sedile. Finestrino. Corriamo velocissimo. Siamo sui 280 km/h…l’ala comincia a inclinarsi, non tocchiamo più il suolo.

Continuiamo a salire, in qualche secondo siamo già a 10 metri da terra. Continuiamo a essere inclinati…si sale, si sale, si sale…attraversiamo una coltre di nube sofficissima. L’aereo vibra, ma prosegue nella sua ascesa. 

Sotto di noi solo nuvole, sopra di noi un sole che splende raggiante.

Così come un aereo, siamo chiamati a innalzarci oltre le nuvole per seguire il sole che anima la nostra vita.

La via non è semplice: ci è richiesto di fare rinunce, a volte anche difficili, per alleggerire il nostro zaino e spiccare il volo. Possiamo incontrare turbolenze che mettono a repentaglio l’equilibrio ma se ci fidiamo di Dio, se camminiamo con coraggio e costanza per trovarLo, prima o poi si manifesterà in tutta la sua potenza e la sua luce.

Non sempre è facile perseverare, a volte perdiamo la via maestra sprofondando nel baratro della disperazione. Ma Dio non ha paura di ciò, non ci giudica per questo, anzi, interviene…sempre con la sua delicatezza e discrezione.

«Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia»[1].

I Magi avevano perso la stella, chiesero aiuto al famigerato Erode che ordinò di sterminare tutti i piccoli nati, nella speranza di uccidere anche Gesù. Le conseguenze della loro azione non erano assolutamente state previste, ma da quell’atto disperato ne è derivata una strage.

Molto spesso le cattive azioni sono determinate dalla disperazione, più che dalla cattiveria, ma Dio non si lascia intimorire da questo. Con delicatezza torna a indicare la via con una piccola fiaccola nel buio della tomba in cui siamo sprofondati[2].

Anche il buio è importante: è necessario per vedere la luce. E’ lì che cresciamo nella Speranza che «è un imparare a sapersi muovere nel buio, lasciando che una luce in fondo detti un po’ di direzione, giusto il necessario per non cadere e non fermarsi»[3].

«La carità più grande che si possa fare a qualcuno è aiutarlo a ritrovare una gioia per cui valga la pena benedire anche il buio che si è attraversato»[4].

Tornando ai nostri Magi… perché cercavano Gesù? 

«Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo»[5].

I Magi hanno percorso km e km di distanza, guidati solo da una stella, per adorare Cristo, per rendergli la gloria di re dell’Universo, per ringraziarLo per gli immensi doni con cui ricolma anche noi ogni giorno. 

E allora, quello che possiamo imparare oggi dai Magi si può riassumere in queste poche righe:

  1. Mettersi in cammino per cercare quel motivo che possa farci vivere una vita con la vista dal Cielo.
  2. La via non è semplice, molto spesso perderemo l’equilibrio, a volte resisteremo a volte cadremo, ma è importante tenere fisso lo sguardo sul sole che ci indica la via.
  3. Non è un problema se sprofonderemo nel buio. Ringraziamo e lodiamo Dio perché è proprio lì che possiamo scorgere una flebile luce che ci ridona la speranza e la vita nuova. Non sei mai sola. Non sei mai solo.
  4. Abbiamo una missione per questo 2022: adorare Dio e aiutare chi avremo davanti per ritrovare la gioia di vivere una vita piena.

Rivestiamoci di luce e corriamo a illuminare il mondo, incendiandolo di amore!

Buona missione!

Francesca Amico


[1]  Mt 2,1-12

[2] L.M. EPICOCO, Quella stella che continua a condurre a Gesù anche i lontani, in Aleteia, 5.01.2021.

[3] L.M.EPICOCO, Sale, non miele. Per una fede che brucia, Milano, San Paolo, 2017.

[4] Ibidem.

[5] Mt 2, 1-12.

2 Responses

  1. Un articolo con tanti spunti molto interessanti. Grazie mille! Ieri riflettevo anche io su questo passo del Vangelo di Matteo, meditando sull’inquietudine di questi Magi che si mettono in cammino per trovare la vera Luce. C’è un momento di questo Vangelo che mi colpisce molto: la Scrittura attesta che i sapienti seguono la stella che annuncia l’arrivo del nuovo re di Israele, tuttavia essi ad un certo punto è come se deviassero dalla guida dell’astro celeste. La stella conduce a Betlemme (letteralmente Casa del Pane) eppure i Magi all’inizio si dirigono verso Gerusalemme… dopo tutto dove ci si aspetta che il nuovo re possa essere nato? Naturalmente nei palazzi sfarzosi e dorati della capitale! Talvolta il pensare comune, anche quello dei sapienti, conduce fuori strada. Dio ha le sue vie che posso essere diametralmente opposte rispetto al pensiero conformista degli uomini. Infatti i Magi con il loro atteggiamento “benpensate” si ritrovano nel luogo sbagliato, tra le braccia di quell’Erode che non vuole fare altro che uccidere il vero Re. Proprio su questo riflettevo, quante volte il nostro pensare in maniera “convenzionale e conformista” ci tiene lontani da Dio che nasce nella periferie e nei luoghi più inaspettati? Quante volte non abbiamo il coraggio di seguire quella stella che brilla e vuole condurci fuori dalla nostra “comfort zone”?

    • Ciao Vittorio!
      Grazie mille per l’attenzione che hai dedicato all’articolo e grazie per la dedizione con cui hai scritto il commento!
      È spettacolare! Hai approfondito un ulteriore aspetto su cui rifletterò in questi giorni.
      Grazie ancora!

      Francesca

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