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Un nuovo anno per avvicinarti a chi sei

Nell’articolo di ieri[1] ci è stato rivolto l’invito di guardare questo 2021 e a soffermarci sulle cose buone che ci ha lasciato, senza tralasciare quelle negative, ma semplicemente apprezzando il positivo che ne è venuto fuori. Se hai fatto l’esercizio che veniva consigliato, sicuramente avrai visto quante cose positive sono successe. Ma ora voglio invitarti a fare un passo oltre, facendoti una domanda: oggi, 31 dicembre 2021, sei la persona che avresti voluto essere alla fine del 2020? Forse hai raggiunto i tuoi obiettivi, sei migliorato in quello che desideravi e sei cresciuto molto, o forse hai fatto difficoltà e senti di non essere dove vorresti, senti il peso delle tue mancanze e dei tuoi limiti. 

Qualunque sia la risposta va bene, perché domani inizia un nuovo anno per ricominciare. Quindi ti rivolgo un’altra domanda: chi vorrai essere alla fine del 2022? 

Questo è il tempo per i buoni propositi per l’anno nuovo, e sappiamo quanti obiettivi ci poniamo che poi facciamo difficoltà a portare a termine. Da gennaio inizio la dieta, farò l’abbonamento annuale in palestra, studierò ogni giorno tot ore e mi ritaglierò il tempo per me, per i miei amici, per la persona che ho accanto, inizierò questo nuovo hobby; oppure non mi farò sommergere dal lavoro e trascorrerò più tempo in famiglia. Sono tutte cose ottime in sé, eppure perché è così difficile raggiungere questi obiettivi? 

Ci aiuta a capirlo un uomo di nome Nicodemo, che nel vangelo di Giovanni (Gv 3, 1-21) si rivolge a Gesù per fargli la stessa domanda che, parafrasata, suona più o meno così: perché, anche se mi impegno tanto e faccio tanto, non riesco ad avere quella pienezza che cerco? 

Gesù cambia la sua prospettiva rispondendogli: “Se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio (…). Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito”.

In altre parole, il punto non è ciò che facciamo, ovvero la “carne”, ma chi siamo e chi decidiamo di essere, ovvero lo “Spirito”. Ciò che facciamo certo ci aiuta, ma il segreto non è nelle opere ma nella nostra identità. 

E questo è anche il motivo per cui, se hai letto il vangelo del giorno (Gv 1, 1-18), puoi vedere come l’anno si chiuda con il prologo del vangelo di Giovanni, cioè con un inizio. Con un inizio un po’ particolare però. Leggiamo infatti: “Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.”

Durante questo tempo in cui sentiamo spesso parlare di Green Pass, una misura necessaria per poter circolare liberamente, con le dovute precauzioni, il vangelo ci offre una specie di Green Pass spirituale per il nuovo anno, un Grace Pass potremmo definirlo. Infatti, in questo nuovo anno, possiamo decidere se continuare a vivere secondo la legge del fare e del dovere, secondo mille limiti, o se vogliamo vivere in pienezza cambiando prospettiva, accogliendo la realtà e decidendo di cambiare in meglio; se, insomma, vogliamo vivere da persone libere. 

Ma come si può fare? In realtà, non si tratta tanto di qualcosa da fare, ma di chi essere. Forse, guardando all’anno passato, ti sei accorto di mancare nell’organizzazione, dando troppo tempo allo studio e al lavoro e trascurando le amicizie. Allora quest’anno forse ti riproponi di organizzarti meglio. Ma cambia prospettiva: impegnati ad essere una persona più organizzata, in ogni cosa che fai. Impara a ritagliarti i giusti tempi per ciò che hai da fare, non per avere una agenda perfetta, ma per avere una vita di cui puoi godere al meglio. Nel corso dell’anno potrai scoprire che forse, con l’obiettivo di organizzarti, stai diventando un po’ troppo ferreo sugli orari e di conseguenza potrai cambiare modo di agire, perché la centralità sta in te, non in quello che fai. Allo stesso modo, forse ti sei accorto che vorresti far sentire la persona con cui stai più amata, allora impegnati ad essere più amorevole, in tutto ciò che fai. Ad esempio, quest’anno potresti litigare con la tua fidanzata o il tuo fidanzato, e rimanere sulle tue. In quel momento chiediti: quale sarebbe la cosa più amorevole da fare in questo momento? E continua a porti questa domanda durante l’anno.

È una rivoluzione che deve riguardare tutto te stesso, non solo un singolo aspetto. Semplicemente, ogni cosa che fai, sarà secondo ciò che hai deciso di cambiare.  Non devi cambiare ciò che fai, ma migliorare ciò che sei. E man mano che vai avanti, scoprirai che in realtà ciò che tanto desideri cambiare è già dentro di te, ed è per questo che non farai altro che avvicinarti a chi sei davvero. 

Allora torniamo alla domanda iniziale di oggi: chi vorrai essere alla fine del 2022? La scelta è solo tua, e non si tratta di una scelta esistenziale, ma quotidiana, avendo ben focalizzato l’obiettivo e agendo in funzione di quello. 

Allora ti invito, in quest’ultima giornata del 2021, a fermarti un attimo, magari in preghiera e a decidere 3 caratteristiche di te che vuoi che ti appartengano alla fine del 2022. Fa un disegno di te come vorresti essere alla fine di questo nuovo anno, scrivile sul tuo quaderno e, ogni volta che ti troverai davanti ad una scelta, agisci in funzione di quelle, chiedendo la grazia di Dio. 

Antonio Pio Facchino


[1] Semplicemente Grazie di Erika Centurione: https://parusia.net/2021/12/30/semplicemente-grazie/

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