Categories:

L’alimentatore difettoso

Giovedì scorso ho dovuto portare il mio computer in assistenza perché, improvvisamente, si era spento dandomi l’impressione che avesse qualche problema di batteria. Così l’ho consegnato al centro assistenza di fiducia dove il tecnico, da una prima diagnosi, mi prospettava la possibilità concreta di dover cambiare la batteria. Immaginavo già che i miei risparmi sarebbero serviti per riparare il guasto, mentre sfumavano i sogni delle compere natalizie. Il giorno dopo, però, quello stesso tecnico mi richiama in sede dandomi rinnovata speranza dopo che mi dice: “La batteria mi sembra apposto, il problema sta nell’alimentatore che è difettoso e che dovrai cambiare. È come se la batteria non ricevesse l’energia necessaria per funzionare e tutto il computer risente di questo malfunzionamento”.

Esco dal negozio, rincuorato per la spesa molto più contenuta ma con un pallino fisso nella mente: il problema non era la batteria, ma un semplice cavo senza il quale tutto il computer non avrebbe funzionato. Lo stesso accade nella nostra vita: sono certo che tu sia una brava persona che ogni giorno si sforza di vivere al meglio delle sue possibilità, facendo bene il proprio lavoro e stando attento il più possibile alle esigenze di chi gli sta accanto. Eppure capita certe volte che, nonostante i buoni propositi, ci logoriamo dietro problemi che ci tolgono il fiato, che ci sfiancano fino a farci diventare nervosi e impazienti, con una conseguente difficoltà nelle relazioni. Anch’io spesso mi alzo la mattina con tutte le migliori intenzioni del mondo e poi, puntualmente, accade qualcosa che mi toglie la pace e mi scarica del tutto. 

Il mondo in questo caso ti dirà che il problema sei tu, che se continui così non avrai più un amico, che a causa del tuo carattere ti ritroverai solo. Menzogne! Il vero problema è dove attingi la tua energia e come ti ricarichi. Torniamo al mio computer, protagonista involontario di quest’articolo: io avevo già dato per certo un guasto strutturale, quasi mi ero rassegnato all’idea di dover cambiare alcuni pezzi. Invece il tecnico, che conosce il computer meglio di chiunque altro, ha capito dove fosse il problema. Ha visto che la batteria era buona ma che per funzionare aveva bisogno di energia buona, di alimentarsi bene alla presa della corrente. Quante volte Dio ha fatto lo stesso con me! Spesso mi sono sentito inadeguato, sbagliato, fallito, solo perché la mia vita era scarica, non funzionava al meglio. Potenzialmente ero in grado di fare tutto ma puntualmente non mi riusciva nulla. Chi mi vedeva in quello stato critico, pensava che non avessi alcunché di speciale da mettere al servizio degli altri, che fossi già “morto”, quasi da buttare. Poi però è arrivato Dio nella mia vita che, come un tecnico con i computer, conosceva a fondo il vero Emanuele e sapeva dove dovesse operare per risolvere l’avaria: aveva capito che non mi alimentavo bene e, per questo, non funzionavo a dovere.

Uno pensa che l’alimentazione sia ciò che assumiamo nel nostro organismo per trovare il fabbisogno calorico quotidiano per tutte le nostre attività, fisiche e mentali. Questo è vero ma oggi voglio condividerti un’altra fonte dalla quale attingere per ricaricare le pile: la confessione. Nella Chiesa delle origini, molti cristiani s’interrogavano sul come valutare i peccati commessi dopo il battesimo. Se il battesimo purificava tutto ma poteva essere fatto una sola volta nella vita, come si sarebbero potute togliere le macchie di altri peccati in seguito al rito battesimale? Problema profondo e importante che portò alcuni ad ipotizzare la possibilità di altri battesimi nel corso della vita. Fin quando, col passare dei secoli, la Chiesa decide d’introdurre il sacramento della Confessione, un modo per il cristiano di tornare a sentirsi figlio amato e purificato da Dio ogni volta che ne sente il bisogno.

Oggi inizia la settimana che ci porta al Natale, tra pochi giorni festeggeremo l’arrivo di Gesù. Forse però non ci sentiamo proprio puliti: la stanchezza della vita, il peso di colpe commesse o di ferite ricevute ci opprimono il cuore facendo scaricare improvvisamente la batteria delle fede, proprio come il mio computer. Sappi che, se ti trovi in una situazione di disagio e solitudine, il problema non sei tu, non devi pensare che meriti questa sofferenza, che non sei in grado di concludere niente. Semplicemente devi ricaricarti, alimentandoti bene. Oggi ti consiglio quindi qualcosa che potrai fare anche nei prossimi giorni: confessati prima di Natale, butta fuori tutto quello che ti turba, fai fare a Dio una diagnosi del problema e metti in pratica i consigli che riceverai dal sacerdote nel confessionale. In quel momento sarà proprio Dio Padre a parlarti. Butta via tutto quello che alimenta in te solo paura e sofferenza. Attingi alla vera fonte!

Emanuele Di Nardo

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *