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Chi è Babbo Natale?

Lunedì scorso, nell’articolo di “Sale della Storia”, abbiamo scoperto che, a quanto pare, Babbo Natale sia esistito davvero. Per meglio dire, abbiamo potuto vedere come in realtà si tratta di san Nicola. Non a caso il nome americano di Babbo Natale è santa Claus (cioè san Niclaus, ovvero appunto san Nicola). [1]

Ma come mai un semplice vescovo come tanti, vissuto secoli fa, è passato alla storia come il grande portatore di gioia ai bambini, il simbolo del Natale per eccellenza?

Perché l’amore lascia sempre il segno, e quel segno, anche se non sempre è visibile, è certamente indelebile. 

Nicola, avendo saputo di tre ragazze rimaste senza dote che rischiavano di prostituirsi, lanciò in tre sere di seguito dei soldi nelle loro stanze per far si che si potessero sposare. 

E’ un gesto semplice, neanche particolarmente vistoso, come può esserlo vendere tutto e darlo ai poveri, o morire martire. Ma come dice san Paolo “Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo per essere arso, e non avessi la carità, non mi gioverebbe a nulla.” (1 Cor 13, 3).

Questo gesto semplice di carità ha fatto la differenza nelle vite delle tre ragazze, che a loro volta, certamente avranno realizzato del bene, memori di quanto avevano ricevuto. Al punto che quel bene, originato da una singola azione, si è moltiplicato nel tempo fino ad oggi in iniziative benefiche, volontariati, regali, gioia, feste, e ancora oggi parliamo di Babbo Natale, cioè celebriamo un uomo che ha saputo incarnarne a pieno lo spirito: il dono. 

Ma ora t’invito a pensare questo: prova a ricordare quando eri bambino, la sera della vigilia o forse la mattina di Natale, arrivava Babbo Natale. Forse era tuo zio, forse tuo padre o tuo nonno che si erano travestiti per portare i regali ai bambini. Sapevi benissimo che erano loro, eppure erano diversi, avevano un qualcosa che di solito non vedevi. Certamente il vestito, forse la barba e il cappello, ma a ben vedere c’era qualcosa in più: l’amore e la gioia del dono.

Perché l’amore ci trasfigura, ci trasforma, ci fa tirar fuori il meglio di noi. L’amore è capace di trasformare la tunica di un vescovo nella pelliccia di babbo natale, come accadde a san Nicola. L’amore è capace di trasformare quella situazione che sembra irrimediabile, è capace di trasformare te in modi che non puoi immaginare. Tutti, come san Nicola, possiamo essere un po’ Babbo Natale. Non è un ruolo unico, può essere coperto da tutti quelli che lo vogliono. La chiave è donarsi.

Moltissima letteratura psicologica mostra come gli effetti del donare sono estremamente più positivi che quelli del ricevere. Donare implica compromettersi, dare una parte di sé, forse anche rinunciare a qualcosa per l’altro. Eppure, stranamente, è esattamente quello che ci giova di più. Regalare, infatti, rende possibile solidificare le relazioni, aumentare la vicinanza emotiva con l’altro; ci spinge ad uscire fuori da noi stessi per andare incontro a chi ci è intorno, ci sprona a pensare ad altri e a portarli nel nostro cuore. A livello biochimico persino provoca il rilascio di endorfine e serotonina che ci danno quella sensazione di piacere di quando vediamo contenta la persona a cui abbiamo fatto il regalo. Regalare può essere un’esperienza trasformante perché ci spinge a metterci anche in discussione su chi siamo noi. Che regalo facciamo? Uno utile per attenzione ai bisogni degli altri? Uno sfarzoso per dimostrare quanto siamo generosi? Uno legato a un evento passato per rinsaldare legami emotivi? Uno superficiale di facciata? I regali che facciamo dicono molto più di noi di quanto non dicano delle persone a cui li facciamo, perché regalando stiamo dando una parte di noi. Questo non vuole essere un invito alla ricerca ossessiva delle motivazioni che ci spingono a fare un regalo. Anzi, vuol essere uno sprono a pensare che cosa c’è dietro un regalo. Forse una domanda buona per fare un regalo a qualcuno, oltre a cosa gli piacerebbe, può essere: cosa voglio donare di me a quella persona? 

Ti invito oggi a leggere l’inno alla carità di san Paolo (1 Corinzi 13) e a interrogarti su come potrai donarti in questo Natale. Non sappiamo mai le conseguenze del bene che facciamo, e a volte non le vediamo nemmeno, ma sono sempre incredibili.

Quindi prova, in questo Natale, a donarti davvero. Fa qualcosa di concreto per donarti a qualcuno, perché l’amore trasforma. 

1700 anni fa un vescovo lanciava delle monete ad una finestra per far sposare delle donne che rischiavano di prostituirsi, e faceva un semplice e meraviglioso atto di bontà. 1700 anni dopo, un film di nome Klaus, una storia di fantasia sull’origine di babbo natale, dice: “Un vero atto di bontà ne ispira sempre un altro”.

Quale sarà il tuo atto di bontà questo Natale? Come trasformerai il mondo intorno a te?

Antonio Pio Facchino


[1] Per approfondire, ti invito a leggere l’articolo Babbo Natale esiste? Al seguente link: https://parusia.net/2021/12/13/babbo-natale-esiste/

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