Categories:

Facebook Crash, cosa è successo? 

Lunedì 4 ottobre sembrava un giorno come tutti gli altri. Ci siamo svegliati, abbiamo fatto le nostre attività e tutto scorreva regolarmente. Nessuno poteva aspettarsi che intorno alle 17 di quel pomeriggio, una parte del mondo sarebbe finita. D’un tratto, Whatsapp comincia a non inviare né ricevere messaggi, Facebook non permette più di accedere, Instagram ci fa vedere solo gli ultimi post senza possibilità di aggiornamento. Cosa sta succedendo? Forse qualche errore nel sistema? Magari non prende bene internet, eppure su Google posso andare. Passa il tempo, la situazione continua a non risolversi. Facebook ha crashato[1]. Vuoto, panico, disperazione. E ora che faremo?

Si lo so, sembra un libro horror di Stephen King. Purtroppo, però, se riduciamo i toni apocalittici, è un po’ quello che è successo. Come sarebbe il mondo di oggi senza i social? Forse non potremmo mai saperlo, ma due giorni fa ci è stata data la possibilità di immaginarlo. Dalle 17 fino a mezzanotte circa infatti, Facebook, Instagram e Whatsapp hanno smesso di funzionare. Non vogliamo entrare nello specifico di ciò che è successo a livello informatico; se siete interessati a quello, vi invito a leggere il link infondo alla pagina. Vogliamo capire cosa è successo nel mondo reale quel giorno, senza i principali social network. 

Anzitutto, hanno iniziato a rallentare anche altri social meno diffusi, come ad esempio Twitter, Telegram e così via, nonostante non abbiano nulla a che fare con Facebook. Questo è accaduto perché, con i social di Facebook fuori uso, la prima cosa che abbiamo fatto è stata spostarci in massa su altri social. Il traffico è stato tale che i sistemi di Twitter, Telegram ecc. hanno avuto difficoltà a reggere. [2] Da qui un primo spunto di riflessione. La prima cosa che abbiamo fatto, non avendo più i social principali, è stata andare su altri social. La nostra necessità di usare i social è tale che in molti casi può diventare una dipendenza. Proprio per questo è stato coniato il termine Social Media Addiction (Dipendenza dai Social Media). [3]

L’assenza dei social ci ha mandato in crisi e non è un’esagerazione. Moltissimi influencer e milioni di utenti infatti hanno iniziato a lamentarsi in massa al grido di “Mai Più”. Una manciata di ore in cui non è stato possibile usare Facebook, ha fatto perdere all’azienda 6 miliardi di dollari. Il che ci porta al secondo punto: quanto sono indispensabili i social per noi?

Alla luce dei fatti, a ben pensarci, non è stata una perdita così grave. Abbiamo continuato ad avere la corrente elettrica, l’acqua in casa, il cibo in tavola, la benzina in macchina, internet stesso ha continuato a funzionare. Come mai, un problema che doveva sembrare minimo è stato vissuto in maniera così pesante? Certo non si può negare che molta dell’economia, a cominciare dalla pubblicità delle grandi aziende, fino all’organizzazione e ai contatti dei piccoli paesi ormai passi per i social. Ciò non toglie però che tutti questi eventi ci chiamano in causa per farci una domanda: non ci staremo appoggiando un po’ troppo sui social, al punto da renderli indispensabili?

Lungi da me fare il solito sproloquio con l’intento di demonizzare i social. Sarebbe ipocrita, considerando non solo l’uso che ne faccio io, ma il fatto stesso che se stai leggendo questo articolo, probabilmente è perché lo abbiamo pubblicato su Facebook e li lo hai potuto trovare.

Quello che vorrei mettere in luce, invece, è la necessità di promuovere un uso consapevole dei social e per farlo, occorre considerare alcuni effetti nocivi che hanno su di noi.

  1. Calo drastico dell’attenzione che riusciamo a mettere nelle nostre attività. I social sono così pieni di informazioni che il nostro cervello si è adattato per poterne essere bombardato. Ma in questo modo, comincia ad avere difficoltà quando deve elaborare informazioni più complesse. 
  2. Ansia sociale. L’impegno di essere belli e fighi sui social, confrontandoci con livelli improponibili di perfezione ci fa stare costantemente in ansia sul giudizio degli altri. In un esperimento fatto qualche giorno fa durante la notte dei ricercatori a Chieti, le persone avevano molta difficoltà a distinguere le foto ritoccate da quelle reali. Ci siamo così abituati ai filtri da non riconoscere più la realtà. Questo contribuisce anche al calo dell’autostima.
  3. Non riusciamo più ad entrare in discussione con gli altri. I social hanno reso qualunque dibattito, anche costruttivo, la scusa per esprimere rabbia e offese, trasformando la conversazione in una rissa virtuale.
  4. Tutta la vita che perdiamo guardando il telefono. Forse ci pensiamo di rado, ma appena abbiamo un momento libero, o persino mentre stiamo facendo altro, ci capita di prendere il telefono e visitare i social. Non abbiamo notifiche, non abbiamo messaggi, il punto è andarci e controllare. 

Questi sono solo alcuni dei punti che ci toccano e sicuramente ne ho tralasciati molti. Però, da questi possiamo tirar fuori buoni spunti per cominciare a riflettere sul nostro utilizzo dei social e forse a farne un uso migliore. 

Anzitutto prova a riflettere: come hai reagito quando i social hanno smesso di funzionare? Che cosa hai fatto dopo? Sei andato in crisi, hai cercato un’alternativa o hai provato a goderti quella serata?

Da qui una seconda domanda che possiamo farci: quanto tempo passiamo sui social? Se vuoi scoprirlo ti invito a fare un esperimento: prendi l’impegno di non usare i social per un solo giorno. Scoprirai quanto tempo non sapevi di avere a disposizione che puoi impiegare per vivere. Puoi fare una chiamata ad un familiare, puoi andare a fare una passeggiata, leggere un libro, o perderti a guardare un meraviglioso tramonto. Potrai gustare di tutte quelle piccole meraviglie della vita che avendo la testa abbassata sul telefono non riusciamo a vedere. 

In ultimo, quando usi i social, come ti relazioni? Quanto tempo passi a leggere le liti che trovi su FB? Hai mai provato a moderarne una anziché fomentarla? Oppure a scorrere lasciando perdere? 

Il modo in cui ci comportiamo sui social e quello che ne assorbiamo ci condiziona. Allo stesso modo, che contenuti cerchi? Solo video e racconti superficiali oppure lo usi per farti un’opinione e informarti su qualcosa di più serio? Vanno bene entrambi, purché nella giusta misura. 

Va bene usare i social, ma nei giusti modi è tempi, perché se fanno parte della nostra vita, non vuol dire che la nostra vita finisca li. Ti lascio anche un video che forse può aiutarti a riflettere su questi temi. https://www.youtube.com/watch?v=5UIxDzbOrkY

Antonio Pio Facchino


[1] Se siete interessati a capire cosa effettivamente sia successo, qui potete trovare una spiegazione semplice ma esaustiva: https://www.theverge.com/2021/10/4/22709260/what-is-bgp-border-gateway-protocol-explainer-internet-facebook-outage

[2] https://www.theverge.com/2021/10/4/22709123/facebook-outage-down-detector-cloudflare

[3] Qui una spiegazione semplice per capire questa dipendenza: https://www.milanopsicologo.it/social-network-addiction/

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.