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Voce del verbo: abbracciare

Si è svolta quest’anno, dal 5 al 20 giugno, la Biennale di Street Art “Super Walls[1]. Dopo la prima edizione del 2019, il Festival, con i suoi 40 artisti, è tornato a riempire e colorare Abano Terme, Padova e altri sei comuni della provincia. 

Gli street artist, arrivati da ben cinque Paesi Europei, Italia compresa, hanno subito accolto, incominciando ad interpretarlo, il tema lanciato quest’anno: quello della RINASCITA, il quale risulta essere anche strettamente connesso al duro momento pandemico che ci ha colpiti tutti.

Ed è qui che spunta tra i vari artisti, l’olandese Judith De Leeuw con la sua opera di 20 metri dipinta su una delle pareti dell’Ospedale Sant’Antonio di Padova. Si tratta di un murale importante, questo; un murale molto vicino alla street artist poiché raffigura suo fratello adottivo Casper Heyman e la sua compagna Sanne Esther, raccolti in un abbraccio senza tempo. Ma non solo, rappresenta molto di più: il momento più difficile che hanno vissuto e affrontato insieme. Negli ultimi 8 mesi, infatti, si sono ritrovati a dover combattere una dura battaglia contro il cancro che era stato diagnosticato a Sanne, un cancro al seno al penultimo stadio.

“I due”, come racconta la sorella Judith De Leeuw[2], “desideravano sposarsi ma non sapevano se avrebbero avuto tempo a disposizione e quindi lo hanno fatto subito, senza pensarci due volte.”

Qualcuno probabilmente potrebbe pensare che siano stati imprudenti o anche peggio: diversi obietteranno il loro modo di agire, descrivendolo come esagerato e irragionevole, ma in realtà questa scelta è la bellissima testimonianza di “un amore sconfinato e senza mezze misure”. Abbiamo davanti agli occhi l’esempio di un amore totale: donarsi completamente e, al tempo stesso, accogliere l’altro così com’è, con le proprie fragilità, condividendo tutto anche il buio più nero della malattia.

Papa Francesco direbbe che “per fare grande la vita ci vogliono sempre due ingredienti: uno è l’amore, l’altro è l’eroismo. E se guardiamo a Gesù, se guardiamo al Crocifisso, ci sono entrambi: un amore sconfinato e il coraggio di dare la vita fino alla fine, senza mezze misure.[3]

Ed è proprio a Gesù che mi fa pensare questa storia. Lo vedo presente tra questi due innamorati che con coraggio proseguono insieme, abbracciandosi e facendo della loro vita “un’impresa, non un semplice vivacchiare” – direbbe ancora Papa Francesco. Un uomo, Casper, che sceglie di stare accanto alla propria compagna, consegnandosi completamente. Avrebbe potuto decidere di girare sui tacchi da questa situazione, pensando che andando avanti si sarebbe dimostrata sempre più difficile e impegnativa, ma non lo ha fatto. Non si è lasciato bloccare dai dubbi, dal “non so se sono pronto ad affrontarla”, ma con molto coraggio e con infinito amore, ha vinto le paure decidendo di sposare questa meravigliosa donna: Sanne, per poterle essere accanto completamente e perché in questo modo sarebbero stati presenti l’uno per l’altra con più forza e grazia.

Ha abbracciato, insieme con Sanne, la croce che si stava presentando nella loro vita. Così, una settimana prima che lei iniziasse la chemio, si sono sposati.

Abbracciare è un bellissimo verbo. Un verbo che dà forza, da speranza e dà coraggio. Non è quindi un caso se la street artist De Leeuw ha deciso di raffigurare questo soggetto potente e meraviglioso, per l’edizione di questa biennale, un soggetto che era inizialmente un dono di nozze: l’abbraccio tra due che diventano Uno. Abbracciare aiuta a vincere le paure ed è solo in questo modo che si può affrontare qualsiasi problema, qualsiasi difficoltà. Soltanto così possiamo trasformare il dolore: con la potenza dell’amore, con il calore di un abbraccio.

Non servono tante parole, basta la vicinanza; essere presenti, farsi vicini.

È quando veniamo abbracciati che riacquistiamo fiducia in noi stessi e anche nella vita. Lasciamoci, allora, innanzitutto abbracciare da Gesù perché così riusciremo ad abbracciare chi ci è accanto, chi è nel dolore e nella sofferenza. Lasciamoci abbracciare da Gesù perché potremo abbracciare quelli che sono i nostri dolori, le nostre difficoltà e anche le nostre fragilità. Queste non ci sembreranno più impossibili, misere o vergognose e saremo pronti e capaci di abbracciare quelle degli altri; avremo la forza necessaria per accogliere quelle di coloro che sono nella nostra vita, dei nostri cari, dei nostri affetti; proprio come ha fatto Casper, che ha abbracciato insieme con Sanne, il dolore della malattia, trasformandolo in nuova speranza, accendendo una luce nuova per loro. Una nuova luce che ha tutta la forza per poter, a sua volta, illuminare anche gli altri.

 Martedì 14 settembre, la Chiesa ha celebrato la Festa dell’Esaltazione della Croce: un segno d’amore, il simbolo dell’amore che Gesù ha per ciascuno di noi. Fermiamoci un momento, durante la nostra giornata, a guardare la croce. Restiamo in silenzio, presenti con il cuore e con la mente e lasciamo che sia essa, sia Gesù ad abbracciarci. Scopriremo una grande dolcezza, quella di un Dio che si fa vicino in ogni momento, soprattutto quello più difficile della nostra piccola, grande croce.

Erika Centurione


[1] Per  scoprire di più sul progetto, sulle opere e gli eventi della biennale, visita il sito: www.biennalestreetart.com

[2] Video sull’opera mostrata a Casper e Sanne: https://video.repubblica.it/cronaca/padova-il-regalo-di-nozze-e-un-murale-di-20-metri-la-commovente-reazione-degli-sposi/390150/390867

[3] Parte del dialogo del Papa con i giovani slovacchi durante il suo viaggio apostolico – https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-09/papa-francesco-viaggio-slovacchia-incontro-giovani.html

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