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Pensieri intrusivi – Ciò che ti impedisce di amare

Ti è mai capitato di star svolgendo un’attività, magari lo studio, magari il tuo lavoro, o magari ti stai riposando. Stai facendo qualcosa tranquillamente, quando all’improvviso un piccolo pensiero affiora nella tua testa. Può essere di varia natura: “non sto lavorando bene”; “non sto facendo abbastanza, dovrei fare di più”; “tutto andrà male”; “non supererò quell’esame”; “sto solo perdendo tempo con questa attività, dovrei fare altro, ma non so cosa”. Quando siamo presi da questi pensieri, nonostante magari vada tutto bene, possiamo arrivare a fine giornata con mille occasioni perse di amare e di gioire e poi, chiederci: “ma perché mi sono lasciato prendere da questa cosa senza senso rovinandomi la giornata? Quanto avrei potuto fare se non fossi cascato in questa trappola”.

Sono pensieri, idee ripetitive e involontarie, che si focalizzano su preoccupazioni, paure e angosce impedendoci di focalizzarci sul momento presente e che influenzano negativamente anche i nostri comportamenti. Possiamo immaginare questi pensieri come un vortice incessante e dalla forza travolgente, tanto che la persona cade in un circolo vizioso: più pensa, più il pensiero si presenta. Non a caso in psicologia vengono definiti pensieri intrusivi[1]. Senza andare ad approfondire l’aspetto psicopatologico, vogliamo concentrarci invece su quei piccoli pensieri che spesso ci danno noia, entrando in noi senza permesso, impedendoci di darci al 100% nel momento presente e impedendoci di amare.

Difatti, quando abbiamo questi pensieri, tendiamo a rinchiuderci in noi stessi, diventiamo irritabili, smettiamo di fare quello che stavamo facendo o ci proviamo e sentiamo di non riuscire a farlo e, talvolta, sentendoci legittimati dalla nostra sofferenza, trattiamo male gli altri.

Questi pensieri hanno radici in alcune nostre insicurezze e paure, che, per quanto legittime, non devono mai sopraffarci. Sentivo una volta in un film dire: “Il coraggio è la capacità di affrontare la paura con astuzia”. Ed è proprio quello che ci proponiamo oggi. 

Come possiamo combattere questi pensieri che tanto spesso rovinano le nostre giornate?

Un grande aiuto lo possiamo trovare proprio nel vangelo e nella psicologia che Gesù ci insegna.

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero» (Mt 11, 28-30).

In questo brano evangelico, Gesù ci offre alcune soluzioni che possono esserci utili per trovare ristoro nella nostra vita:

  • Prendete il mio giogo sopra di voi, che è dolce e leggero. Prendere il giogo vuol dire essere in grado di accettare il peso di ciò che ci sta avvenendo. Difatti, uno dei primi passi per combattere questi pensieri negativi è accettare che ci siano. Cercare di allontanarlo implica solo un dispendio di energie che lo farà tornare con più forza. Invece, accettare di averlo è il primo passo per poterlo combattere. Infatti, iniziando ad accettarlo impareremo a riconoscerlo e a sapere che, il fatto di pensare una cosa, non implica che sia vera e perderà molto del suo potere su di noi;
  • Essere miti: il rischio dei pensieri negativi è che ci portano ad abbassare il nostro morale, a essere irritabili e intrattabili e a perdere tutte le occasioni di felicità e di amore che ci capitano nella giornata. Essere miti vuol dire rispondere al nostro umore non con passività, ma con fermezza, ricordando che noi non siamo le emozioni che proviamo. Non si tratta di respingere i pensieri, ma di dire a noi stessi: “se anche questa paura fosse vera, io oggi comunque farò ciò che sto facendo”;
  • Essere umili di cuore: Accettare che non tutto dipende da noi. Molti di questi pensieri negativi hanno radici, come abbiamo detto, nelle nostre insicurezze, nelle mancanze di certezze per il futuro e per il presente. Essere umili vuol dire saper accettare il posto in cui siamo, anche se in questo momento risulta pesante, opprimente o poco stimolante, e accoglierlo, con la consapevolezza che non tutto dipende da noi, ma che a volte tutto ciò che possiamo fare è affidarci. Sant’Ignazio di Loyola era solito dire: “Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo poi che in realtà tutto dipende da Dio”.
  • Essere ironici: Sebbene non sia il senso più stretto che Gesù vuole dare alle Sue parole, troviamo in questo passo anche un invito alla leggerezza quando dice: “il mio peso è leggero”. Uno dei modi che Viktor Frankl proponeva contro i pensieri intrusivi era proprio la capacità di saperli prendere con ironia, scherzare su di essi. La risata, che tanto facilmente perdiamo, è uno dei nostri più grandi alleati ed è il miglior antidoto alla paura. Imparare a sdrammatizzare ci aiuta a ridare la misura alle cose e a capire che è molto improbabile che la nostra vita perda di senso in un giorno.
  • Io vi darò ristoro: Se le regole fin qui presentate sono valide per ognuno, credente o meno, è anche vero che la preghiera è sicuramente un aiuto incredibile contro i pensieri intrusivi. Questo non significa avere la pretesa che, sedendoci sulla panca di una chiesa, i pensieri svaniranno all’istante, anzi, potremmo sentirli addirittura peggiorare talvolta. Ma la preghiera ci aiuta prima di tutto a fare verità su noi stessi, e come un seme, a scavare piano piano il terreno della nostra anima per arrivare a trovare l’origine di questi pensieri e sradicarla.
  • Venite a me: Infine, non meno importante, la capacità di confidarsi e chiedere aiuto. Alcune paure, alcuni pensieri, sono più forti di noi e non riusciamo a combatterli da soli. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di amici sinceri, ma anche di qualcuno, che può essere uno psicoterapeuta o uno psicologo, o una guida spirituale, che possa aiutarci a venir fuori da questi pensieri. Chiedere aiuto è un segno di forza, non di debolezza.

Questi possono essere alcuni consigli che possiamo usare davanti a pensieri intrusivi. Se anche tu ne hai, prova a sceglierne uno in questa settimana e a metterlo in pratica, nella speranza che possa aiutarti a trovare ristoro. 

Antonio Pio Facchino


[1] ATTENZIONE: Pensieri intrusivi e Ossessioni non sono la stessa cosa. Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini mentali che appaiono senza sosta nella persona e non sono motivate dalla coscienza dell’individuo ed hanno carattere psicopatologico.

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