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Never give up! (Non mollare mai!)

Mi capita spesso di sentire persone lamentarsi del mondo in cui viviamo e dell’impossibilità di cambiarlo: è così corrotto che una buona azione è una goccia in un braciere ardente di cattiveria e di individualismo. Ma io non credo a queste parole demoralizzanti, non credo che le nostre vite siano inutili, non credo che l’amore non prevalga sull’odio. Ma sì, credo che ciascuno di noi nel nostro piccolo possa cambiare il mondo. Non occorre pensare in grande, basta partire dal rifare il letto la mattina.

Questa proposta vi sembrerà probabilmente strampalata, ma vi posso assicurare che non è stata una mia idea. Sono le parole che l’ammiraglio McRaven, validissimo comandante della Marina Militare statunitense, rivolse ai laureandi dell’università del Texas nel 2013[1] e che successivamente raccolse nel suo libro “Fatti il letto”.

Sembra una banalità, ma in realtà iniziare una giornata con un primo compito, relativamente semplice da svolgere, stimolerà l’animo a completarne un secondo, un terzo e così via. E McRaven aggiunge. “Se non riesci a far bene le piccole cose non riuscirai a fare bene le grandi cose. E se per caso avrai una giornata storta, almeno tornerai a casa e avrai un letto fatto… che tu hai fatto! E questo ti incoraggerà a pensare che domani sarà un giorno migliore”. Come dargli torto?! 

Ho sempre pensato che la sostanza fosse importante e che la forma, i dettagli fossero superflui. Ma mi sbagliavo. La millimetrica disposizione delle ciliegie tagliate a metà sul profumato e soffice letto di crema pasticcera di una crostata croccante, la cura con cui la pittrice dipinge delicatamente un Eastern bluebird con gli acquerelli, la pazienza e la reattività con cui un istruttore insegna a dei principianti ad arrampicarsi su una parete, la tenerezza e la premura con cui una coinquilina “abusiva” prepara il pranzo per le persone con cui si ritrova casualmente a vivere… ecco, tutto questo cambia il mondo, cambia la vita. I dettagli cambiano tutto.

Vorrei lasciarvi ancora due piccoli consigli dell’ammiraglio: affrontare gli squali e avere il coraggio di sperare anche quando tutto sembra finito.

La vita spesso sarà ingiusta, spesso sbaglieremo, potremo essere le vittime di prepotenti, ma non dobbiamo fuggire. Quando lo squalo si avvicinerà dovremo fermarci e non mostrare paura. Molto probabilmente si allontanerà da solo, ma se dovesse attaccarci dobbiamo mantenere la calma. Respirare profondamente, ricordarci di tutte le nostre sofferenze, di tutto il nostro dolore, di tutte le nostre ferite e sferrare con tutta la rabbia che si sarà raccolta in quell’istante il pugno più forte che non avremo mai tirato prima di allora. Lo squalo sarà sconfitto perché noi non avremo avuto paura.

E’ una risposta condivisibile se realmente ci ritroviamo ad affrontare uno squalo, ma per affrontare le persone- squalo delle nostre vite abbiamo ricevuto un esempio incomprensibilmente grandioso: rispondere all’odio con amore. Beh, certo, questo non è nelle nostre corde, è grazia che riceviamo dall’Alto. 

Ma cosa c’è di sensato nel rispondere alla violenza con amore? Chiedetelo a Dio, io non l’ho ancora capito. Ho solo compreso che noi abbiamo ricevuto la meraviglia di una relazione d’amore con Lui, la bellezza della pace, la magnificenza della vita eterna che potremmo perdere con un solo istante d’ira. Infatti, Mosè non entrò nella Terra Promessa per un attimo di ira contro il popolo di Israele –pienamente condivisibile- per i suoi continui tradimenti contro Dio. L’ira è figlia della paura di perdere qualcosa di prezioso nelle nostre vite.

A cosa ti stai attaccando così violentemente che al solo pensiero di perderlo vai in escandescenza? Stai sereno, nulla è così essenziale se non Dio solo. A volte è necessario perdere qualcosa o qualcuno per ricevere doni ancora più grandi. Ma in ogni caso non temere: non sei sola, non sei solo.

Il secondo consiglio dell’ammiraglio è quello di sperare sempre, contro ogni previsione; di aggrapparsi con tutte le ultime forze delle falangette a quell’appoggio sulla parete che ti salverà la vita. 

Non dare spazio al dolore, alla paura, ma urla, canta, abbraccia, ama, raccogli tutte quelle pochissime energie prosciugate e aggrappati alla Vita con tutte le tue ultime energie. 

Citando il titolo di un altro articolo[2] vi posso dire che Tutti abbiamo bisogno di un “Barnaba” nelle nostre vite, abbiamo bisogno di qualcuno che creda in noi soprattutto quando nessuno è più disposto a farlo: “nessuno si salva da solo”! (Papa Francesco)

Francesca Amico


[1] E’ possibile riprodurre il video al seguente link: https://m.youtube.com/watch?v=bFZtiX1TnkE

[2] E’ possibile leggerlo al seguente link: https://parusia.net/2021/06/07/tutti-abbiamo-bisogno-di-un-barnaba/

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