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Chiamati ad una vita piena

Cosa significa vivere una vita piena? E’ una domanda che può sorgere spontanea quando non riusciamo a dare alla nostra vita la giusta direzione, quando soffriamo perché preferiamo emulare gli altri piuttosto che valorizzare le nostre risorse e potenzialità oppure rinunciamo alla realizzazione dei nostri sogni per assecondare le aspettative altrui. Ed allora la vita scorre, senza  dare un significato a ciò che facciamo  e  capire il posto che noi stessi occupiamo nel mondo.

Jacque Lacan, noto psicoanalista francese, approfondisce il concetto di desiderio applicandolo alla clinica e ritenendo che alla base di alcune forme di sofferenza psichica vi sia la rinuncia al proprio desiderio per risultare amabili dall’altro. L’etimologia della parola desiderio deriva dallo stare sotto il cielo a osservare le stelle in un atteggiamento di attesa e di ricerca della via. Siderasignifica, infatti, in latino, stelle. Mentre il de privativo indica l’impossibilità di seguire la rotta segnata dalle stelle e quindi una condizione di disorientamento, di perdita di riferimenti. Si potrebbe dire che colui che desidera è una persona disorientata, ma che allo stesso tempo avverte la necessità di mettersi in cammino per seguire la propria stella. Il desiderio è, infatti, definito come forza che accende la vita, mette in moto l’esistenza e fa sì che essa sia generativa permettendo la piena realizzazione della persona come individuo unico e irripetibile. In quest’ottica, la rinuncia al proprio desiderio rende la persona sofferente a livello sia psichico che fisico. Nel corso della vita, può succedere di mettere in secondo piano i propri valori, ciò che ci rende unici, per adeguarsi a modelli di comportamento che la società odierna propone ma che non ci appartengono. Può succedere di cambiare direzione pur di ricevere l’approvazione di chi ci circonda, ma non è mai troppo tardi per riprendere in mano la nostra vita!

Siamo chiamati ad una vita piena ed è la stessa chiamata che Gesù, tanti anni fa, fece ai suoi discepoli. Nel Vangelo di Giovanni, possiamo leggere : “Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli” (Giovanni 15, 4-8).

E’ la chiamata che Gesù continua a fare, ancora oggi, ad ognuno di noi. Egli desidera per ciascuno una vita che sia fruttuosa e ciò è possibile solo se rimaniamo in Lui e nel Suo Amore, se ci fidiamo ed affidiamo. Quando è difficile fidarsi? Spesso, la fiducia viene a mancare quando ci viene tolto qualcosa o qualcuno che pensiamo debba essere per forza presente nella nostra vita, certi che dalla sua presenza dipenda la nostra felicità. Gesù ci chiede invece di fare uno sforzo, un vero e proprio atto di fede: mettere la nostra vita nelle Sue Mani! Egli ricolma la nostra vita di doni, ma può anche togliere e l’atto del togliere equivale alla possibilità di portare frutto nella nostra vita e in quella degli altri. Come la pianta va potata affinchè essa dia frutto, così è importante che dalla nostra vita sia eliminato ciò che è nocivo e non ci permette di fiorire. Potrebbe essere questo il senso di una vita piena: alle volte ci sentiamo immersi nel buio della notte, ma poi appaiono delle luci che segnano la via da seguire, quella che ci permette di essere le persone che siamo chiamate ad essere.

Il mio invito è quindi quello di non scoraggiarci se ci sentiamo persi e disorientati. Siamo in cammino in questa vita, alcuni sentieri possono sembrare tortuosi e difficili da percorrere ma non siamo soli! C’è un Amico che bussa ogni giorno alla porta del nostro cuore: accogliamoLo e lasciamo che sia Lui la Luce per il nostro sentiero perché Egli conosce i nostri desideri più intimi, i modi e i tempi in cui realizzarli affinchè ogni Suo discepolo possa assaporare il gusto autentico di questa vita e giungere alla sua piena realizzazione.

Sara Santorsola

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