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I pilastri della relazione con Dio

Quando ci s’innamora, si sa, si vive quel periodo di emozioni e fermento, in cui il centro del mondo diventa l’altro e tutto ciò che ci circonda ha il suo sapore, nello stomaco svolazzano le farfalle, gli occhi diventano dolco cuoricini, e le canzoni d’amore consumano timpani e casse dei cellulari. 

Ma l’innamoramento, anche questo #siSa, non dura in eterno ed è, sì, quella spinta propulsiva che porta all’altro e all’incontro, ma che non è né il fine né può essere il sostegno della relazione in sé. (Non lo sapevate? Ora lo abbiamo scoperto, prossimo articolo ne parliamo meglio!).

Questo può succedere anche nella vita di fede quando, dopo il fuoco del tempo della conversione, dell’esperienza viva e vera di Gesù e dello Spirito, si comincia a dover lavorare sulla propria vita e sulla propria spiritualità; e quando c’è fatica che chiama, l’uomo spesso e volentieri…vorrebbe non rispondere.

Il fatto che tutte le relazioni, inclusa quella con il Signore, a un certo punto richiedano una dose d’impegno e perseveranza, è una cosa positiva: è il segno che quell’incontro sta crescendo e sta portando frutto, che si sta raggiungendo un “livello superiore”. Solo quando qualcosa la fai tua puoi guardarla con occhi nuovi e privilegiati, perché puoi vedere e vivere cose che gli altri che non fanno parte di quella relazione non possono vedere. Quindi quando la miccia è stata accesa e il fuoco ha iniziato ad ardere, come fare per tenerlo accesso costantemente affinché non diventi un fuoco di paglia che scintilla ma non illumina né riscalda?

Per la vita sentimentale (dicevamo) lo vediamo un’altra volta; per la vita di fede, ti propongo quattro consigli, quattro vie che, se praticate costantemente, tengono vivo il fuoco!

  1. Eucaristia. Non si può portare avanti una relazione se manca uno dei due membri…della relazione stessa! La visita al Santissimo nel tabernacolo o la partecipazione alla messa sono come il desiderio di due fidanzati di stare insieme e vedersi ogni giorno. Può accadere che per impegni vari uno dei due non abbia un’ora intera a disposizione…ma il tuo fidanzato scappa da lavoro (dallo studio ancora più velocemente!) per venire a salutarti, stare un po’ con te! Nel caso di Gesù Cristo, lui non ha impegni, c’è sempre! Piuttosto tu, cinque minuti per salutarlo, ce li hai?
  • Parola. Cristo ti parla in particolare nel Vangelo e la Bibbia sono le parole di Dio al cuore dell’uomo, al tuo cuore. Altra fase importante dei fidanzatini: le lettere sono forse cose dei tempi antichi dei nostri nonni, ma oggi, se il tuo lui (o la tua lei) non ti scrive un messaggino o non ti manda di tanto in tanto un vocale per dirti quanto sei bella, quanto ti ama, quanto gli manchi o non ti dedica una storia su instagram…con che razza di giovane ti stai frequentando?? Ecco, quotidianamente Gesù lascia un messaggio per te nel Vangelo. Ogni giorno, anche se lo hai sentito già più e più volte, la Parola parla a te, parla di Lui, ti parla di voi e di te.
  • Preghiera mattina e sera. Il tuo primo pensiero quando ti svegli la mattina, quello è ciò per cui stai vivendo oggi, riporta una frase saggia. Ricordarsi di Dio quando ci si sveglia, affidandogli il giorno e ringraziare al termine della giornata, è un buon modo per collaborare con Lui nella costruzione della nostra vita. Preghiamo la terza, la sesta, la nona e la compieta? Non occorre, per carità, a meno che non vogliate entrare in monastero e lì nulla da obiettare. Ma per iniziare è sufficiente rivolgere il pensiero e il cuore, magari scegliere anche una preghiera in particolare, per esempio le litanie a San Giuseppe (custode della casa e del riposo) o le tre Ave Maria alla Madre di Gesù.
  • Devozione a Maria. L’ultimo pilastro è proprio questo, infatti. Qualche santo ha affermato che difficilmente si raggiunge il Cielo se Maria non ci mette una buona parola, lei, la Madre delle grazie e di ogni figlio amato da Dio (anche di quelli che non lo sanno o che ancora non lo hanno capito!). Essendo nel mese di maggio, a lei dedicato, una decina del Rosario, se non tutto il Rosario o anche qualche Ave Maria, può scandire la routine delle nostre giornate.

I pilastri sono impegni fissi? No. Sono vivamente consigliati. Dosi, modi e tempi di somministrazione? Possibilmente, ogni giorno. Il motivo lo dicevamo prima: quando si ama, ogni momento è buono per stare con l’amato (e gli amati siamo soprattutto noi, in questo caso!). Naturalmente è un po’ improbabile cominciare tutto d’un colpo. Meglio un pilastro alla volta, come la costruzione di un palazzo bello solido. L’idea è quella di creare quasi una routine, un circolo virtuoso di vita quotidiana e preghiera, che scandisce, offre e stacca i momenti del giorno, facendoli gustare di più e sostenendoci nei momenti in cui “non sentiamo niente”. 

Perché, come abbiamo visto, quei momenti è praticamente matematico che ci sono e ci saranno, ma una cosa è certa: l’amore, quello vero, non si basa sui sentimentalismi, ma sulla volontà e l’impegno che ci si mette per continuare ad andare incontro all’altro e, in questo caso, con la consapevolezza di essere stati amati per primi da Lui, e a prescindere, sempre, comunque e immensamente.

Ilaria Di Giulio

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