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Il tuo poco mi basta

Quante volte è capitato o capita di porci queste domande: ciò che sto facendo è utile? Avrà senso? Sarà di qualche utilità per qualcuno? 

Non so a voi, che state leggendo, ma a me è capitato molto spesso e, talvolta, queste che possono risultare domande alquanto prevedibili e scontate, si ripresentano per fare un po’ di “rumore”. Arrivano pian piano e s’insinuano nei pensieri, in ciò che sto facendo, in quelle che sono le attività che sto portando avanti. Non so se queste domande se le sia mai poste l’americano Jose Villaruel, ex insegnante di liceo che ha smesso di lavorare lo scorso anno, da quando le scuole sono passate alla discussa didattica a distanza, l’ormai familiare DAD.

Villaruel, affettuosamente soprannominato Mr. V, è stato insegnante per decenni. Nel 2013 ha iniziato a lavorare come supplente per il Distretto Scolastico Unificato Fontana, in California, ed è stato proprio qui che Steven Nava l’ha incontrato nel 2014, durante il suo primo anno di liceo. 

Mr. V, ogni giorno metteva il suo, con fedeltà e umiltà svolgeva il proprio lavoro dando il suo “poco”, ossia offrendo quanto aveva, quanto poteva; in altre parole: dando il suo meglio. 

È rimasto nel cuore di tutti i suoi studenti per la simpatia e la passione che riuscì loro a trasmettere; inoltre nessuno poté fare a meno di notare la cura che metteva nel suo modo di insegnare. Durante le ore di lezione s’interessava realmente dei suoi studenti, assicurandosi che effettivamente tutti riuscissero a far propri gli argomenti trattati.

Una persona come tutte le altre, direte voi. Esattamente. Jose Villaruel è uno di noi. 

Forse lui non si sarà mai posto quelle domande iniziali che vi condividevo o forse se le poneva quotidianamente, ma il punto non è tanto questo, bensì osservare come ogni giorno, con il sole o con la pioggia, con più ardore o meno desiderio, Mr. V, si alzava dal letto e usciva di casa per fare il suo meglio: insegnare ed educare tutti quei ragazzi che lo aspettavano.

Allo stesso modo noi: nella bellezza dello spenderci lì dove siamo, del portare avanti ciò che abbiamo iniziato con fedeltà e semplicità, del non arrenderci ma del continuare ugualmente a donare quel nostro “poco” nonostante tutto – nonostante la fatica, nonostante le cose non vadano proprio come le vorremmo noi, meravigliosamente perfette – diamo il nostro meglio. 

Forse non vedremo subito dei risultati, né avremo delle conferme che ci ‘ripaghino delle fatiche spese’, ma cerchiamo di non guardare troppo questo aspetto e invece di lasciarci desistere dalla nostra missione, continuiamo ad agire un giorno alla volta e con una maggiore fedeltà ogni giorno; questa chiave apre porte inimmaginabili e fa cose incredibili!

Spesso le difficoltà arrivano improvvisamente ed è stato così anche per Jose Villaruel. 

Per via dell’instabilità lavorativa che si è trovato a vivere, aumentata in seguito alla DAD, e colpito dalla ristrettezza economica, Villaruel, si è visto costretto a vivere in macchina per lungo tempo; fin quando il suo ex studente Steven Nava non l’ha riconosciuto. Nava vide l’uomo seduto nel veicolo di un parcheggio vicino casa sua per settimane, prima di riconoscerlo e capire che era senzatetto. Parlò con lui, venendo così a conoscenza delle sue ingenti difficoltà. Il ragazzo l’aiutò immediatamente a trovare un hotel dove sistemarsi e avviò una campagna di crowdfunding online, contattando tutti gli altri ex studenti che conosceva, condividendo la storia del professore e facendo numerosi appelli sui social. Nel giro di pochi giorni si raggiunse la somma di 27mila dollari che gli sono stati consegnati come sorpresa il giorno del suo 77esimo compleanno.

Nava ha raccontato a Fox News: “Il signor Villaruel ha influenzato sia me che molti altri studenti, spingendoci a migliorare sempre. Mi ha insegnato a ‘non mollare mai’ ogni volta che devo affrontare una battaglia o un momento difficile nella mia vita e questo è ciò che mi ha aiutato a essere la persona che sono ora”. E come Nava, anche gli altri studenti hanno raccontato di averlo sempre vissuto quasi come una figura di famiglia, come una persona che faceva di tutto per metterti sulla giusta strada e fartici restare.

Mr. V è rimasto enormemente meravigliato ed emozionato per questa sorpresa inaspettata, riconoscendosi benedetto. “Non sono fortunato, sono benedetto. È una parola completamente diversa” ha detto Villaruel. “Non sono fortunato. Sono stato benedetto.”

Jose Villaruel, nella sua difficoltà, ha potuto sperimentare tutto l’amore dei suoi studenti. Inoltre ha potuto toccare con mano quanto abbia fatto quel suo “poco” quotidiano e quanto sia stato importante per ciascuno di questi ragazzi. Mi viene un po’ da immaginarlo come un moderno San Giuseppe che nella sua fedeltà, nella sua semplicità, nella sua concretezza ed umiltà, ha donato il suo meglio, rendendo il mondo un posto un po’ migliore. 

Quando abbiamo una giornata particolarmente negativa, quando stiamo per mandare tutto in aria, quando stiamo per cedere il passo allo sconforto perché sembra che nulla di nuovo si muova all’orizzonte o quando proprio ci manca la forza e la voglia di alzarci dal letto.. Fermiamoci un secondo. Ricordiamoci questo: il mio poco basta. Da quel poco usciranno meraviglie, uscirà il meglio! Rimaniamo fedeli, oggi. 

Erika Centurione

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