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Tradire è umano, perdonare è divino

Oggi parliamo di…peccato! Siamo in battaglia continua, da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire e anche durante il riposo! Ma non scoraggiamoci, abbiamo le armi per affrontare la lotta e, soprattutto, possediamo la più grande assicurazione della nostra vita: il Padre è sempre pronto ad accoglierci se torniamo a Lui.

Vi parlerò di un tradimento, tema sempre bollente! In genere “si dice il peccato, ma non il peccatore”. Beh, questa volta vi rivelerò anche il nome del peccatore, seppur in modo velato (è riferito a un romanzo, indovinate voi quale!).

Charles era un giovane medico, cresciuto tra la tenerezza e le esagerate attenzioni della madre e la brutalità e la freddezza del padre. Ogni aspetto della sua vita era stato deciso dalla sua amata mamma, finanche la donna da sposare. 

Come era prevedibile il matrimonio si trasformò presto nella più triste gabbia da cui fuggire, ma la vita non sembrò crudele con lui: improvvisamente Héloise, la moglie, morì.

Era libero! Poteva finalmente rincorrere e conquistare il suo vero amore, la giovane e innocente Emma. 

Ben presto i due si sposarono e furono ricolmi di gioia e di passione; il primo periodo fu meraviglioso, ma via via che la loro vita si faceva più intima, Emma sentiva un interiore distacco che la scioglieva da lui.

Stavano per aver luogo i Comizi, un grande evento per un piccolo paese come Yonville e, quando finalmente i giorni furono maturi, Emma indossò uno dei suoi vestiti più suntuosi e si avviò verso la piazza del paese, accompagnata dall’amico di famiglia Homais. All’improvviso le si affiancò un affascinante sconosciuto e lei fu completamente ammaliata dalle sue parole, dal suo carattere così determinato. Acconsentì a ritirarsi con Rodolphe, era questo il nome del misterioso, in una sala del palazzo che si affacciava sulla piazza. Gli occhi di lui erano solo su Emma; l’unica sua preoccupazione era conquistare il suo cuore. E lo stava conquistando, parola dopo parola. 

La storia tra i due andò avanti ed Emma si sentiva morire dentro. Provava un grande senso di colpa, aveva ferito l’unica persona che l’amava davvero, ma lei non riusciva più ad amare Charles. Anzi, lo incolpava perché le era stato necessario trovare altrove quello che non aveva mai vissuto nel matrimonio. Si sentiva smarrita, sola, angosciata. Non riusciva a perdonare Rodolphe, non riusciva a perdonare sé stessa, non riusciva a credere in Dio, da cui si sentiva giudicata per il suo tradimento. Avvertiva il gelo nell’anima. Era sola, nessuno poteva capirla.

Ecco…questo è proprio quello che accade quando cediamo davanti alle tentazioni. Hanno un fascino incredibile, sanno colpirci proprio nei nostri punti deboli, ma dobbiamo essere scaltri. E’ una battaglia e possiamo vincerla! Le tentazioni ci rivelano in negativo la nostra vocazione, cioè siamo colpiti proprio laddove Dio ha previsto una grande missione d’amore attraverso la nostra vita. Sfruttiamo il nostro nemico a nostro vantaggio!

La prima arma contro le tentazioni è la fuga. Il serpente è molto scaltro, sa come prenderci, sa come ingannarci. Eva ha commesso il peccato mortale semplicemente perché ha dato corda alla tentazione.

Molto spesso non riusciamo ad avere questa forza di volontà, che in realtà ci è donata come grazia da Dio (e quindi deve essere chiesta!) e cediamo al piacere, alla trasgressione, alla pigrizia per poi sentirci dei vermi. 

Ed è proprio qui che entra in gioco la seconda arma, la più potente di tutte: il perdono del Padre.

Immagina di esser caduto di nuovo in quel peccato così odioso che è sempre lì a tenderti un’imboscata e, subito dopo, di trovarti dinanzi a due porte chiuse. Su una vi è una targhetta con su scritto “Accusatore” e sull’altra “Padre misericordioso”. Sei immobile lì, bloccato dalla vergogna, dall’umiliazione di esser caduto di nuovo nello stesso errore (ringrazia che è lo stesso: non se ne sono aggiunti altri nel frattempo!). 

Sei in silenzio quando a poco a poco cominci a sentire un cigolìo: una porta si sta aprendo. Sei intimorito, la paura comincia a impossessarsi di te, vuoi solo fuggire, ma è troppo tardi! 

“Fai schifo! Sei inutile! Il solito infame! – dalla porta dell’Accusatore senti inveire così contro di te – “Non ti vergogni di aver commesso di nuovo lo stesso errore?! Faresti meglio a morire, creatura orrenda!”

Non dare credito a queste parole! Non sono la verità! Nel momento in cui sbagli, non temere! Corri subito a gettarti nelle braccia del Padre senza esitare! Corri senza mai fermarti! Lui è lì che ti attende, qualsiasi cosa tu abbia fatto, anche il peggiore dei crimini! Tu, proprio tu che leggi, sei amato da Dio che ha scelto di sacrificare il Suo unico Figlio per te! 

Il più grande desiderio di Dio per noi è che siamo felici, anche al costo di dar via Sé Stesso. Lo scopo del peccato, invece, è quello di rubarci la felicità e di farci piombare nella più profonda tristezza, fino ad arrivare alla disperazione e ai gesti estremi, come Giuda che anziché ricercare la riparazione “si lasciò trascinare dalla sua disperazione fino a sospendersi a un laccio.”[1]

L’ultima arma contro il peccato poi è la generosità! Non potremmo mai contenere in noi stessi tutto l’amore che Dio riversa nei nostri cuori. Dobbiamo essere pronti a lasciar fluire tramite noi, piccoli e fragili contenitori, tutto l’amore che Dio ci dona. Ricordiamoci sempre che tradire è umano, perdonare è divino perché non solo richiede la grazia di Dio per farlo, ma soprattutto ci restituisce la gioia di sentirci figli amati!

Romano Guardini, un famoso teologo nato sul finire del 1800, ci ha donato questa grande verità “Quando l’amore incontra la colpa, l’amore è perdono”. 

Cogliamo l’occasione di fare esperienza del perdono di Dio proprio durante questa settimana dedicata alla Divina Misericordia. Agiamo per amore e con amore in ogni circostanza e saremo veramente liberi! 

Francesca Amico


[1] Cassiano G., Le istituzioni cenobitiche, Scritti monastici, 2000

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