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Una luce che brilla davvero

Oggi vi voglio raccontare la storia di Sarah, la storia di una bambina che è stata capace di superare moltissime avversità è di brillare laddove c’erano solo macerie. 

Il 2012, forse vi ricorderete, era l’anno della profezia dei Maia, di chi credeva nella fine del mondo. E proprio ai confini del mondo, o almeno del mondo occidentale, in Siria, quell’anno nasceva Sarah Kayali. Quando nasci in Siria la fine del mondo la vedi ogni giorno, a causa delle numerose guerre, ai conflitti tra fazioni opposte, eserciti in lotta per il controllo del territorio, per questioni religiose e di petrolio. 

Sarah vive nella città di Hazano, tra le macerie degli edifici distrutti dalla guerra, ed è cresciuta in un mondo di morte, esplosioni e distruzione. Quando gli artificieri fanno detonare una bomba, in gergo si dice che quest’ultima viene fatta brillare. Ma più delle bombe tra le quali è cresciuta, a brillare stavolta è stata la luce di questa bambina che ha stupito tutti vincendo il concorso globale di calcolo mentale indetto dall’organizzazione cinese ACIDA, pur provenendo da una situazione in cui un accesso costante e continuativo all’istruzione è ancora molto complicato.

Questa giovanissima “genio” della matematico ha partecipato al team siriano del programma Brainy Kids e ha raggiunto il primo posto nella competizione, superando altri 6114 studenti provenienti da ogni parte del mondo, tra cui gli altri team che venivano da Stati Uniti, Cina, Gran Bretagna, Australia ecc. 

L’incredibile risultato di Sarah ha fatto in breve il giro dei social media facendo il pieno di congratulazioni e supporto. La bambina e la sua famiglia hanno ricevuto moltissimi complimenti proprio alla luce di uno svantaggio di base e di una discontinuità scolastica dovuta alle difficili condizioni umanitarie che ha vissuto e sta vivendo da un decennio la popolazione siriana in molte aree dello stato.

Sarah, raccontano i suoi insegnanti, possiede delle grandissime capacità mentali e abilità matematiche più sviluppate rispetto alla propria età, ma così piccola è anche una grande testimonianza di vita per tutti noi. 

Sarah ci ricorda infatti che, nelle macerie della nostra vita e delle situazioni in cui siamo, non dobbiamo mai dimenticare che la luce può sempre tornare a risplendere, la speranza può sempre tornare a divampare e noi possiamo decidere di restare nell’ombra e nella cenere, rassegnati al nostro destino o brillare di una luce molto più luminosa di quella della bomba più potente.

Come fare sta a ciascuno di noi deciderlo, ma un primo passo è cominciare a crederci. 

Antonio Pio Facchino

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