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Pronti, partenza… alt! – La prova del nove per chi parte alla conquista

Cosa c’entrano le tentazioni di Gesù nel deserto con le sfighe nei momenti decisivi della mia vita? 

Apparentemente tutto e niente; quello dei quaranta giorni nel deserto è il Vangelo ricorrente quando inizia la Quaresima e lo abbiamo sicuramente sentito un milione di volte (per una rinfrescatina rivolgersi a Matteo o Luca, entrambi ai rispettivi capitoli 4). Quest’anno ho notato qualcosa su cui non avevo mai riflettuto: il tempismo del diavolo!

L’evangelista scrive del momento delle tentazioni nel deserto appena dopo il Battesimo di Cristo: è l’inizio della sua vita pubblica, lì quando, alla presenza di tutti, Dio fa tuonare la Sua voce e presenta il Figlio apertamente. Non ci sono più dubbi: il compimento di tutto ha inizio; è Lui; è venuto a fare questo; il momento è adesso. Gesù ha ricevuto la conferma dal Padre, la sua missione può cominciare, è pronto.

Ma è proprio a quel punto che lo Spirito porta Gesù nel deserto per essere tentato dal diavolo.

Sembrerebbe un controsenso ma qui è rivelata una grande verità: proprio nel momento decisivo, nell’incipit di qualcosa di grande, le tentazioni bussano alla porta! Apri i libri di storia, è piena di esempi del genere! O i protagonisti di famosi aneddoti e racconti, quanti sono stati messi a dura prova proprio quando dovevano dare il tutto per tutto! Dopo quaranta giorni di digiuno, anche il figlio di Dio era stremato (per chi sta pensando “ma chi glieli ha fatti fare?” scriveremo un prossimo articolo su questo, promesso!) ed è proprio alle soglie della stanchezza, della vulnerabilità, che il tentatore incita più fervorosamente a gettare la spugna. Non solo!

Alla base di tutto c’è una cosa che il nemico ti sbatte in volto in questi momenti, un concetto di fondo che ha lo scopo di portarti a dubitare delle tue scelte, delle tue fatiche, della tua missione, di te stesso: quando ti sibila “ehi, amico…questo NON SEI tu”.

In quel deserto, fondamentalmente, Satana sta facendo notare a Gesù Cristo che Dio non può avere fame, è inconcepibile che possa essere stanco, non può soffrire, non può, non può! È Dio! E Dio deve essere glorioso, deve essere non-bisognoso, Dio è quello che potrebbe fare un cenno e il Cielo gli si inginocchierebbe davanti! Ma… non è questa la missione del Cristo!

Non è questo ciò che Dio è venuto a compiere sulla terra! L’essenza di Gesù è vero Dio e vero uomo, con tutto il pacchetto annesso e connesso di sofferenze, fame, sete, morte. La difficoltà più ardua forse sta proprio nell’andare avanti quando la strada comincia a farsi vedere nelle sue difficoltà… Può far paura rendersi conto che quel ragazzo che mi piaceva, che mi faceva salire le farfalle nello stomaco ora mi sta chiedendo di impegnarmi in un fidanzamento serio in vista di un matrimonio; può far paura vedere che la mia idea di “studio medicina per fare il medico” significava fare i conti con la sofferenza di un paziente, la stanchezza per i turni, l’odore della morte… non me le avevano dette tutte queste cose quando ho scelto cosa fare, quando pensavo di sapere chi volevo essere… non c’erano scritte sui libri.

Quando sulla strada che hai scelto di imboccare, la fatica, la disillusione e la realtà ti si fanno compagne di viaggio, a far traboccare il vaso ci pensa la subdola goccia del tentatore: ma chi te lo ha fatto fare, si stava meglio quando si stava peggio, stai perdendo tempo, guarda gli altri che hanno scelto meglio di te…e così via. 

Ogni brillante cavaliere ha la sua bella prova! E ogni strada imboccata ha le sue ardue difficoltà. Affinché tu possa scegliere sempre con maggior convinzione ciò che hai visto? Forse. Affinché tu possa andare fino a fondo a ciò in cui hai creduto…probabile. Affinché tu possa rinforzarti nella tua chiamata, sicuramente.

Non molto tempo più tardi rispetto al momento evangelico di cui abbiamo parlato, un altro, l’apostolo Pietro, ha avuto in sorte la stessa prova di Gesù; dopo aver ricevuto dal Maestro il nuovo nome e la sua missione, è inciampato nelle insidie che di volta in volta gli si sono presentate. Cristo ha conosciuto la tentazione, ma non ha mai peccato. Pietro ha acconsentito al peccato, ma si è sempre rialzato, si è lasciato risollevare, anzi. Tutto ciò lo ha raffinato.

Così come tanti altri nella storia e non solo tra i conosciuti santi, si sono ritrovati nel momento forse decisivo della loro vita a dover fare i conti con “io so chi sono e cosa voglio; ma la via è difficile, gli ostacoli mi portano a cedere; sono tentato a lasciar perdere, a tornare indietro, forse ho sbagliato…”.

Niente paura! Quando Dio è più forte, il tentatore non ha nulla da fare e si allontana. Se hai ricevuto una luce, una conferma, non mollare. Ricordati chi sei, fede e coraggio e il deserto maturerà i frutti! 

Ilaria Di Giulio

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