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Se insisti e resisti…

Immagina che tu sai con certezza che ti aspetta una cosa nella vita e che, dovessi vivere cent’anni, quella cosa accadrà! Fissazione? Pazzia? O fede e speranza?

Ai santi, si sa, succedono cose strane o, perlomeno, cose particolari che per quanto uno si affanni a spiegare accuratamente, alla fine arriva il momento di arrendersi alla divina evidenza. Oggi ci riferiamo particolarmente a quello che successe a due persone che stavano conducendo la loro normale vita circa un paio di millenni fa fino a quando un giorno si vedono davanti il Salvatore in fasce! 

Ebbene stiamo proprio parlando di Anna e Simeone! Non li conoscete? In Luca 2, 22-39 c’è un episodio della loro vita, quello dell’incontro con il Figlio di Dio in carne e ossa!

Il 2 febbraio è il giorno della Candelora, ovvero la festa delle candele. No, certo non sono loro le protagoniste, ma la luce che si manifesta a chi attende e spera; la presentazione di Gesù al tempio avviene esattamente quaranta giorni dopo la sua nascita, un tempo dettato dalla Legge ebraica in cui era necessario che la donna che aveva partorito il figlio maschio si purificasse e al termine di questi giorni poteva andare a presentare al tempio il primogenito per consacrarlo a Dio.

Ecco, dicevamo, in un giorno di normale ordinarietà, un uomo anziano giusto e timorato di Dio“mosso dallo Spirito si recò nel tempio” e vide tra tanti bambini e famiglie, ciò che stava aspettando da tutta una vita. Una bella domanda sarebbe: “come fai a sapere che stai aspettando una cosa che ne vale la pena e non una tua chimera?” La risposta, scontata quanto ardua, potrebbe risiedere nella differenza che c’è tra ispirazioni e suggestioni, un discorso che meriterebbe molto più che qualche pagina. Ma facciamoci bastare per un attimo che le ispirazioni sono il soffio dello Spirito, sono quelle promesse per cui vale la pena sperare, per cui vale la vita, anzi, perseverare. Qualcuno ha sapientemente detto che quando Dio nutre un desiderio nel nostro cuore, non è per stroncarlo sadicamente con la sua non-realizzazione, al contrario!

Attende con noi la realizzazione di quella promessa, custodisce e purifica il desiderio più profondo che ci anima. Il lavoro in cui portare frutto e in cui mi sento me stesso, quella relazione che sogno per costruire qualcosa di saldo nel mio cuore… non sono alte pretese irrealizzabili, ma le ispirazioni che animano e orientano il nostro vivere. Anche se, per non distogliersi dalla luce vera e ritrovarsi a inseguire la prima lucciola che ci svolazza davanti, è necessario mettere testa, anima e cuore in linea con un paio di cose: relazione autentica con Dio e docilità a lasciarci condurre; Simeone e Anna erano timorati di Dio e giorno e notte cercavano il Suo volto. Chi non apre mai le finestre al sole, finisce per farsi bastare la lampadina a risparmio energetico, fin quando scoprirà di aver perso un po’ di diottrie. La relazione con lo Spirito orienta, e il cuore orientato è capace di vedere il giardino anche lì dove c’è terra bruciata, non per mancanza di senso di realtà, ma perché il seminatore lo ha già cosparso di semi. 

La storia della salvezza è piena di gente che si è fidata e si è lasciata condurre. E non sono stati mica tutti tipetti tranquilli, eh! Molti ne hanno fatta di resistenza, vedi un Mosè o altri tra i santi più rinomati! 

Ma tranquilli, la partita si gioca a più riprese e l’allenatore è uno che non si stanca facilmente. A noi la fiducia, per il resto occhi fissi sempre verso il sole!

Ilaria Di Giulio

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