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Quando qualcosa finisce

Nulla dura per sempre e ogni cosa ha il suo tempo! Ma…quale tempo? 

Quante emozioni, aspettative e propositi ci portiamo dietro nelle cose che viviamo! Talvolta chiudiamo un capitolo e ci prepariamo ad aprirne un altro. Un anno passato, la laurea al termine del percorso di studi, il fidanzamento che si rompe, la scadenza di un contratto di lavoro…

Se siete appassionati di greco, saprete che esistono due parole per indicare il tempo: Kronos, il tempo cronologico del passato presente e futuro e Kairos ovvero il tempo opportuno, il momento che si compie. 

Nel Vangelo (quello scritto in greco) vengono utilizzati entrambi i termini ma in momenti sostanzialmente differenti: per esempio quando Gesù sulla croce pronuncia “Tutto è compiuto”, lo pronuncia come Kairos. Non la fine di qualcosa, ma il momento più alto e più grande che tutti stavano aspettando!

Ecco il punto: in una visione essenzialmente cronologica, possiamo essere convinti che le cose finiscano. Invece, le cose, si compiono!

Certo, certo, è facile comprenderlo in riferimento alla vita del figlio di Dio e senz’altro è più difficile accettarlo in riferimento alla nostra. Magari pensi al tuo migliore amico…che non senti da anni. O a quando hai chiuso con quella storia. O a come si stava meglio in quell’altra città! O a quando era più bello studiare che alzarsi alle sei per il lavoro! Gli eventi che viviamo passano, finiscono, ora ci sono e ora non ci sono più, ciò che resta lo chiamiamo ricordo e lo conserviamo preziosamente nei meandri del cuore e della memoria. 

Ma se allarghi il tuo orizzonte (sì, sei creato per riuscire a farlo!), vedrai che ogni cosa è un compimento di un desiderio, di una promessa: è la tua vita che prende forma, tu che diventi sempre più te stesso. E quel momento finale è proprio quello più sublime, non si molla, non si lascia correre, si resiste fino alla fine! 

Questa consapevolezza dà sapore, dà senso e luce vigorosa alle cose, che cedono il posto al vero centro, al vero perno della giornata: Dio, che nel Figlio si fa presente per portarti un po’ di eternità che non è cronologicamente sinonimo di “tempo infinito”, ma di pienezza e compimento (kairos)!

La mia esistenza è molto più che pagine e pagine di un manoscritto autobiografico messo a riposare su uno scaffale polveroso alla fine della lettura! È un tesoro prezioso, che di stagione in stagione si arricchisce di vita, di profondità e luce ed è eterno, poiché al di là del passato, del presente e del futuro, ha in sé il compimento dell’eternità!

Ilaria Di Giulio

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