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La vita di Massimiliano Sechi è una vita bellissima e piena.

Questo ragazzo di 33 anni, affetto da focomelìa, una malformazione congenita che lo ha privato dei suoi arti, “costringendolo” sulla sedia a rotelle, non si è mai arreso. Ed oggi è arrivato dove nessuno avrebbe mai immaginato potesse giungere. È Life & Business Coach, NLP Master Practitioner, Campione del Mondo negli eSports e di MindMapping, Speaker Internazionale e Consulente di top Manager, piccole cose, insomma!

Certo le difficoltà e i luoghi comuni che ha dovuto affrontare e che spesso si trova ancora a combattere, sono numerosi e ben immaginabili: dai limiti concreti che il suo stato fisico gli ha posto (come l’assenza di indipendenza a partire dai gesti più piccoli) ai limiti che gli hanno posto le persone che ha incrociato lungo la sua vita, ricoprendolo e rinchiudendolo fin troppo spesso in un recinto fatto di pietismo annichilente.

Ma Massimiliano non ha avuto scuse e non si è arreso. È riuscito a guardare ogni singola difficoltà e problematica annessa alla sua malattia, come una spinta, un gradino in più per andare oltre, con più forza.

Ed effettivamente è andato oltre. Oltre quello che la società classifica come disabilità, ma che lui ha scoperto essere dono!

Nel momento più duro di tutti, davanti a quella che si è rivelata la sua crisi più buia e profonda, proprio lì, qualcosa è cambiato. Qualcosa si è rotto. I suoi occhi si sono aperti a nuove verità.

Massimiliano ha capito di non voler più dimostrare a tutti i costi di essere ‘normale’, né di voler continuare a convincere le persone di non essere un errore. Ha deciso di non nascondersi più, di non voler lottare ancora per apparire uguale agli altri, cessando così di avere quel continuo e costante confronto con la società.

Invece di apparire, ha capito che doveva e voleva essere.

Essere sé stesso con tutte le sue forze perché la sua vita era un dono, il suo corpo era un dono, la sua diversità e la sua esperienza erano un dono.

In quella crisi che fu così forte per lui, quando la sua vita assunse ai suoi occhi un valore pari a zero e fu costellata di attacchi di panico continui, Massimiliano si scontrò e incontrò con sé stesso. 

Fu la sua passione a guidarlo verso una svolta che da lì in poi avrebbe cambiato tutto. Appassionato di videogiochi fin da piccolo, si buttò nel mondo degli e-sport, soprattutto nel periodo dell’adolescenza, quando non potendo uscire di casa, si sentiva fortemente solo. “Ho raggiunto grandi risultati battendo diversi record mondiali. Sull’onda del successo ho aperto un canale YouTube in cui pubblicavo le partite mostrando la mia disabilità e mi sono accorto che potevo parlare con tante persone e conoscere tante storie. La svolta è arrivata quando due ragazzi attraverso un video mi hanno ringraziato perché grazie al mio esempio anche loro avevano trovato il coraggio di rivelare la loro disabilità all’interno della loro community. Da quel momento non mi sono più fermato, ho studiato Coaching, PNL, ho iniziato a girare il mondo e a fare formazione”.

Ancora una volta aveva saputo ripartire da una caduta. Era riuscito ad usare quella crisi come una nuova fonte di energie, uscendone vincitore, nuovo. Un nuovo Massimiliano, migliore perché più vero. 

Aveva scoperto la sua unicità, liberandosi dalle aspettative altrui e dai limiti che tendevano ad imporgli e che la sua stessa mente, ancor prima del suo corpo, gli imponeva.

Si è accolto, smettendo di guardare ciò che gli mancava e concentrandosi, invece, su quanto aveva. Scoprendosi dono, una pietra preziosa pronta a spendersi e donarsi agli altri, ha iniziato a lavorare su di sé, e, con infinito coraggio e grinta, chiedendo aiuto, ha cominciato a costruirsi lentamente.

Un passo alla volta, con fatica. Un altro passo, riaggiustando e ricalibrando il tiro. Un altro passo ancora, con grande pazienza e perseveranza, ed è giunto ai suoi obiettivi. Ha raggiunto i suoi sogni.

È arrivato ad essere l’uomo che voleva. Ognuno di noi è un dono da condividere col mondo, ma tante volte ci lasciamo abbattere dai nostri limiti. Massimiliano ci insegna che proprio da quel limite può nascere la meraviglia, basta smettere di combatterlo e accoglierlo. Allora anche noi, come lui, potremmo essere un esempio di coraggio, un esempio di bellezza e ancor di più, un esempio di dono.

Erika Centurione

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