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La bellezza può aprire il cuore a conversazioni difficili?

Secondo l’artista americano Titus Kaphar non c’è alcun dubbio: è proprio così. Lui vede l’arte come una chiave che permette all’uomo di entrare e di porsi sul piano del confronto, spalancando quella porta che conduce a tematiche estremamente importanti e, forse anche per questo, tanto difficili da trattare.

Desiderando ardentemente vedere un cambiamento nella società, Kaphar si è messo in gioco con la sua arte, spingendo con forza in quella direzione, arrivando a toccare temi come le problematiche relazioni raziali e il sistema di giustizia penale americano, il quale abbandona a pene veramente dure i detenuti.
“The Jerome Project”, questo è il nome del progetto che attingendo dal mondo dell’iconografia religiosa, punta ad esplorare e analizzare il sistema di giustizia penale, ma senza fini accusatori. Infatti il desiderio di Kaphar è quello di movimentare gli animi e far riflettere tutta la società su quanto sia effettivamente giusto infliggere pene così pesanti per un singolo errore commesso nella vita.
Fin troppo spesso i detenuti, abbandonati a se stessi, tendono a sparire nell’ombra delle carceri, dimenticati da tutti, dallo stesso Stato e dalla società. Allora questo progetto intende fare anche un’altra cosa: RICORDARE. Kaphar, disegnando i volti visti sulle foto segnaletiche, vuole ridonare a quelle persone un volto e un nome, e lo fa con un gesto molto semplice: guardandole veramente.
E allora quelle vite abbandonate, così bisognose di essere trattate come esseri umani, smettono di essere semplici numeri o i reati commessi e tornano ad avere la propria importanza.
Kaphar sta loro dicendo: “Io vi vedo”.
Quello che l’artista vuole trasmettere con la sua arte è il coraggio di mettersi all’opera, di buttarsi affinché le cose possano iniziare a prendere una piega diversa. Ognuno di noi nel proprio piccolo, nel luogo in cui si trova e con le persone che sono nella sua vita, può rivolgere quello stesso gesto fatto dall’artista e dire “io ti vedo, non mi sei indifferente, non sei solo apparenza o errori. No. Io ti vedo, nel profondo, nella tua verità”.
Guardare gli altri, guardare l’altro veramente. Questo è un piccolo ma grandissimo passo per iniziare a cambiare le cose.

Erika Centurione

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